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Spiragli di pace
nel conflitto yemenita

· Ribelli huthi e governo legittimo sostengono la mediazione delle Nazioni Unite ·

Un bimbo yemenita mostra un pezzo di un ordigno esploso nel villaggio di Al Mahjar alla periferia di Sana’a

I ribelli huthi e il governo legittimo dello Yemen sostengono gli sforzi di pace delle Nazioni Unite. Ieri i ribelli hanno annunciato, accogliendo l’appello dell’Onu, di aver interrotto gli attacchi missilistici contro l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e i loro alleati in Yemen. La presa di posizione degli huthi segue la decisione della coalizione militare guidata da Riad di interrompere l’offensiva contro la città portuale di Hodeidah, al centro di pesanti combattimenti nelle ultime settimane. «Dopo contatti con l’inviato delle Nazioni Unite [Martin Griffiths] e la sua richiesta di fermare gli attacchi missilistici, annunciamo la nostra iniziativa di interrompere gli attacchi» ha detto Mohammed Ali Al Huthi, capo della commissione rivoluzionaria suprema degli huthi in un comunicato. I ribelli sciiti si sono inoltre detti pronti a un cessate il fuoco. «Se la coalizione guidata dai sauditi vuole la pace; vogliamo sostenere l’inviato Onu, dimostrare fiducia e sostenere gli sforzi per la pace» ha dichiarato il loro rappresentante .

Da parte sua, il governo legittimo dello Yemen, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha confermato la partecipazione ai negoziati di pace che le Nazioni Unite stanno cercando di organizzare in Svezia per trovare una soluzione al conflitto. A renderlo noto è stato ieri il ministero degli esteri yemenita in una lettera a Griffiths. Alcuni giorni fa il presidente legittimo, Abd Rabbih Mansur Hadi, si era dichiarato favorevole ai colloqui di pace. La stessa cosa avevano fatti i governi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Al Consiglio di sicurezza dell’Onu, intanto, la Gran Bretagna ha presentato una bozza di risoluzione per chiedere una tregua immediata a Hodeidah e dare alle forze in campo una settimana di tempo per ritirarsi e lasciare entrare gli aiuti umanitari.

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23 luglio 2019

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