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​Spiragli di dialogo

· ​Incontro tra Maduro e l’opposizione venezuelana ·

Maduro stringe la mano ad alcuni esponenti dell’opposizione (Reuters)

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha incontrato ieri i leader della coalizione dell’opposizione, Mesa de la Unidad Democrática (Mud, antichavista), nel tentativo di risolvere la crisi politica del Paese. L’incontro è avvenuto nel museo Alejandro Otero a Caracas. «Non c’è alternativa al dialogo e ai colloqui per l’interesse comune della nazione» ha dichiarato Maduro al termine dell’incontro. Il presidente ha inoltre stretto la mano ai cinque esponenti dell’opposizione intervenuti, compreso Jesus Torrealba, il leader del Mud. Per quanto riguarda i risultati concreti del dialogo, stando a diverse fonti, sarebbe stato concordato un calendario di incontri per risolvere lo stallo politico e istituzionale. Le discussioni ruoteranno attorno a diversi temi: rispetto dello stato di diritto, risarcimenti alle vittime, tabella di marcia elettorale, situazione economica del Paese. L’opposizione venezuelana, che ha la maggioranza all’Assemblea nazionale, chiede il rilascio dei prigionieri politici e che i cittadini possano votare per decidere se Maduro debba o meno lasciare la presidenza. Nelle scorse settimane, il Tribunale supremo di giustizia (Tsj) ha sospeso a tempo indeterminato le procedure per la raccolta delle firme, denunciando presunte frodi. L’opposizione ha criticato la decisione, contestando l’indipendenza del Tribunale. La sospensione rallenta molto le procedure per il voto, rischiando così di far slittare la consultazione dopo il 10 gennaio 2017, cosa che il Mud vuole a tutti i costi impedire. In effetti, se il referendum avvenisse oltre quella data, anche in caso di una vittoria antichavista, Maduro sarebbe costretto a lasciare, ma il suo governo resterebbe in carica. Se invece si andasse alle urne prima del 10 gennaio 2017, sempre nel caso di una vittoria antichavista, anche il governo dovrebbe lasciare e ci sarebbero nuove elezioni.

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