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Speranze e paure
nella giungla di Calais

· Continuano gli sgomberi di una parte dell’accampamento di migranti che si affaccia sulla Manica ·

Lo smantellamento della parte sud dell’accampamento di rifugiati di Calais è iniziato lunedì mattina, sotto il controllo delle autorità pubbliche, conformemente a quanto stabilito alcuni giorni prima dal Tribunale amministrativo di Lille. 

Operazione di sgombero nella “giungla” di Calais (Afp)Si è dunque aperta una nuova fase nella storia della “giungla”. Se da un lato le autorità esprimono soddisfazione per questa operazione, dall’altro le associazioni di soccorso ai migranti sono più caute, soprattutto riguardo al futuro che aspetta le migliaia di persone che si sono ammassate in questo territorio con la speranza di poter raggiungere la Gran Bretagna. Apprezzano comunque la buona volontà delle istituzioni pubbliche, che si sono impegnate a non obbligare i migranti ad abbandonare l’accampamento in tutta fretta e a evitare un intervento energico da parte delle forze dell’ordine, anche se non sono mancati momenti di forte tensione. Secondo dati ufficiali, 800-1000 rifugiati, su un totale di 3750, dovrebbero lasciare la zona sud della “giungla”. All’inizio di ottobre nell’accampamento vivevano 6000 persone. Gran parte delle baracche smantellate a partire da lunedì erano d’altronde state abbandonate da diverse settimane. La diminuzione della pressione migratoria durante l’inverno ha consentito l’intervento nella parte sud del campo dove le condizioni di vita erano particolarmente precarie. Tra le molteplici soluzioni temporanee d’alloggio proposte, ci sono il Centro di accoglienza provvisoria di Calais, che può ospitare 1500 persone, e i 102 centri di accoglienza e di orientamento (Cao) sparsi un po’ ovunque in Francia.

da Calais
Charles de Pechpeyrou

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22 maggio 2019

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