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Speranza
per la comunità campesina

· La mediazione dei presuli peruviani per la miniera di Las Bambas ·

Grazie anche alla mediazione dell’episcopato, l’accordo tanto atteso è finalmente arrivato: dopo più di sessanta giorni di trattative il governo peruviano ha deciso di rivedere il progetto relativo al centro minerario di Las Bambas che la vicina comunità andina di Fuerabamba, nella regione di Apurímac aveva contestato bloccando tutti gli accessi stradali alla miniera. La tensione e gli scontri che ne erano derivati avevano spinto l’esecutivo a dichiarare lo stato di emergenza.

L’intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi da rappresentanti degli abitanti di Fuerabamba, della presidenza del Consiglio dei ministri e della compagnia mineraria, appunto con la mediazione del presidente della Conferenza episcopale peruviana, l’arcivescovo di Trujillo, Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, del primo vicepresidente, il cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, vescovo di Huancayo, del secondo vicepresidente, il vescovo di Chiclayo Robert Francis Prevost, e del segretario generale Norbert Klemens Strotmann Hoppe, vescovo di Chosica.

Il programma statale di estrazione mineraria nel principale giacimento di rame peruviano, dal quale si estrae il due per cento dell’intera produzione mondiale, non aveva infatti considerato le richieste della popolazione della zona di rispettare l’ambiente e condividere i benefici economici riguardanti il territorio. Secondo gli abitanti, infatti, la decisione del ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni di considerare arteria nazionale la strada comunale che conduce all’unità mineraria Mmg, avrebbe comportato il transito giornaliero di oltre trecento camion carichi di minerali, con inevitabile aumento dell’inquinamento nella zona. Nel piano, inoltre, si prevedeva la realizzazione di una nuova strada che avrebbe attraversato i terreni agricoli senza prevedere un congruo indennizzo.

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15 dicembre 2019

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