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Speranza
dalla tregua su Aleppo

· Mentre riprendono i colloqui a Ginevra ·

Esperti militari di Russia e Stati Uniti tornano a incontrarsi oggi a Ginevra. È sempre vivo il tentativo di far ridecollare il negoziato sulla crisi siriana. Ieri mattina è iniziata una tregua di otto ore nei raid aerei di Mosca sulla zona della martoriata città siriana. Il viceministro degli esteri russo, Serghiei Riabkov, ha spiegato che la tregua è «direttamente legata» alla proposta dell’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, di far ritirare i miliziani dalla zona est di Aleppo. 

Tecnicamente, dunque, i raid si sono fermati e le truppe siriane sono state ritirate a una distanza che permettesse ai miliziani, con le loro armi, di lasciare senza ostacoli Aleppo est, attraverso due corridoi creati appositamente: sulla strada di Castello e vicino al mercato Souk el Khai. Nelle intenzioni espresse dalla parte russa, la cessazione dei raid doveva anche «permettere ai civili di uscire da Aleppo attraverso sei corridoi umanitari e di preparare l’evacuazione dei malati e dei feriti». Secondo varie organizzazioni umanitarie, a un mese dal fallimento del cessate il fuoco ad Aleppo, oltre 500 bambini sono rimasti uccisi o gravemente feriti. E sono stati registrati almeno 136 morti e circa 400 feriti gravi, ma si stima che il totale dei decessi possa essere di molto superiore. Di certo, l’intensificarsi dei bombardamenti nella città ha lasciato isolati circa 100.000 bambini che hanno urgente bisogno di cibo, acqua potabile e cure. L’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha sottolineato che «se i ribelli non hanno accettato l’offerta, dovranno essere sconfitti». E ha poi aggiunto che un cessate il fuoco più lungo potrà entrare in vigore solo con le «garanzie» di altre parti in causa. In questi giorni, in particolare il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha parlato di possibili sanzioni alla Russia per i raid che colpiscono una città in ginocchio.

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21 maggio 2019

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