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Specialisti
in prossimità

· Il Pontefice agli agenti dell’Ispettorato vaticano ·

«Per vocazione, voi siete specialisti di prossimità». Lo ha detto il Papa ai dirigenti e al personale dell’Ispettorato di Pubblica sicurezza presso il Vaticano, ricevuti in udienza nella mattina di giovedì 17 gennaio nella Sala Clementina.

Nel suo discorso il Pontefice ha esortato i poliziotti italiani «a sollevare lo sguardo oltre le difficoltà e i problemi di ogni giorno» e a vivere le «relazioni con atteggiamento fraterno e misericordioso, specialmente con le persone che soffrono per la malattia, l’abbandono e l’emarginazione».

Dopo aver fatto notare che «l’atteggiamento di prossimità alle persone è tipico del lavoro» degli agenti, il Papa ha rimarcato la loro «preziosa opera di sorveglianza e di ordine pubblico» fatta di «disponibilità e spirito di sacrificio», mentre ci sono «tante persone che si dicono cristiane e che non sono all’altezza del vostro esempio».

Infine il Pontefice ha richiamato il senso di appartenenza di cui aveva parlato all’inizio dell’incontro il capo della Polizia. «C’è il pericolo — ha detto Francesco con un’aggiunta a braccio al testo preparato — di perderlo in questa società». Perciò «sforzatevi di custodire le radici culturali della città, della patria». Infatti la civiltà odierna rischia «di diventare “sradicata”, e noi sappiamo che senza radici non si cresce», ha concluso citando il poeta argentino Francisco Luis Bernárdez.

Il discorso del Papa

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