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Specchio
di dimensioni interiori

· Inaugurato a Firenze il Museo Amalia Ciardi Dupré ·

È stato inaugurato da poco a Firenze, in via degli Artisti, il museo Amalia Ciardi Dupré che raccoglie una collezione permanente di opere e bozzetti della scultrice fiorentina. Discendente da una illustre famiglia di origine francese, è erede dell’importante scultore dell’Ottocento Giovanni Dupré e della di lui figlia Amalia, anche lei scultrice, della quale porta il nome.

Amalia Ciardi Duplé "Racconto di Guerra" (1966)

Già dalle prime opere — quali Le nozze di Cana, bassorilevo in cemento bianco, o la Crocifissione, esposta a Bologna nel 1960 alla Biennale d’Arte Sacra — afferma la sua impronta del tutto personale, estranea alle mode e alle tendenze del tempo.

C’è in lei l’anelito costante a dare espressione a quella fede in Dio, che è insieme amore per l’umanità, attraverso un’arte che si fa specchio di dimensioni interiori.

Dalla fine degli anni Sessanta inizia per Ciardi Dupré un intenso periodo di commissioni da parte di ordini religiosi (vallombrosani, rogazionisti, cappuccini). Insieme all’arte sacra produce opere legate a narrazioni mitologiche e allegoriche affrontando temi universali, archetipi dell’anima umana di ogni tempo: la Nascita di Venere, Demetra e Persefone, Orfeo e Euridice. Per la sua sensibilità verso i problemi sociali, lavora a cicli dedicati a eventi e fatti di cronaca: mafia, immigrazione, ingiustizia. A cominciare da La torcia, dedicata a Jan Palach, dopo i fatti di Praga, cui seguono La droga, La strage e altri ancora. Artista coraggiosa, autentica, forte, insieme semplice, umile, generosa, corrisponde pienamente alle sue sculture. Il perfetto equilibrio fra freschezza plastica e pathós, diviene il segno evidente che lì, in quelle opere, si sono sprigionate forti potenzialità creatrici, così che, come afferma Timothy Verdon, «il Verbo eterno diventa visibile, palpabile».

di Antonella Lumini

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22 agosto 2019

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