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Spari e bombe
a Londonderry
Muore una giornalista

· Alla vigilia dell’anniversario della Rivolta di Pasqua del 1916 ·

Una giornalista di 29 anni, Lyra McKee, è morta in seguito a scontri avvenuti ieri sera a Londonderry, in Irlanda del Nord. Secondo quanto riportano i media britannici, le proteste sarebbero cominciate in seguito alla perquisizione di una casa da parte di un gran numero di agenti di polizia. McKee, secondo una sua collega che si trovava sul posto, era accanto a una Land Rover della polizia quando è stata raggiunta dai colpi di arma da fuoco che secondo un altro testimone oculare sarebbero stati sparati da una persona dal volto coperto contro i mezzi degli agenti. Durante le proteste, sono state lanciate anche alcune bombe Molotov contro la polizia e alcune auto sono state incendiate.

La polizia ha spiegato di aver aperto un’inchiesta su quello che ha definito un «atto terroristico» pianificato a suo danno. Gli scontri giungono alla vigilia del periodo in cui i repubblicani celebrano l’anniversario della Rivolta di Pasqua del 1916 e i dissidenti organizzano dimostrazioni in strada.

Che le condizioni di lavoro dei giornalisti, in tutto il mondo, siano sempre più difficili lo testimonia anche il rapporto di Reporters Sans Frontières (Rsf) 2019 secondo il quale, sebbene nella storia non ci sia stato accesso a così tante informazioni come in questi ultimi anni, la libertà di stampa è in pericolo oggi più che mai. «Il numero dei paesi considerati sicuri, dove un giornalista può lavorare senza temere per la propria vita diminuisce ancora, mentre i regimi continuano ad aumentare il controllo sui media», si legge nel rapporto. Come ogni anno dal 2012, la classifica si riferisce ai 365 giorni precedenti: l’elenco appena presentato riguarda quindi la situazione nel 2018. All’ultimo posto non si trova più la Corea del Nord che avanza però solo al penultimo: le condizioni più ostative di tutti si registrano per chi vorrebbe fare giornalismo in Turkmenistan.

Le condizioni migliori si ritrovano invece nei paesi del nord Europa, in Costa Rica, in Jamaica e in Nuova Zelanda, dove non si può parlare di pericoli per un giornalista quando esercita il suo mestiere.

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19 novembre 2019

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