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Spari a Duma
sulle forze dell’Onu

· Ancora un rinvio della missione degli ispettori Opac ·

Colpi d’arma da fuoco ieri contro la squadra delle Nazioni Unite incaricata di verificare le condizioni di sicurezza per l’ingresso nella città a est di Damasco degli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac). Lo hanno riferito fonti dell’Onu. L’accaduto ha determinato l’ennesimo rinvio della missione degli esperti ai quali è stato affidato il compito di indagare sull’uso o meno di gas tossici nell’attacco del 7 aprile scorso.

Sul campo la situazione resta molto incerta. Dopo le dichiarazioni di ieri dell’ambasciatore siriano all’Onu Bashar Jaafari, che aveva parlato di mancanza di condizioni di sicurezza per l’ingresso degli ispettori dell’Opac, le autorità siriane hanno poi annunciato che oggi gli esperti potranno finalmente entrare nella città del Ghouta orientale. Tuttavia, il direttore generale dell’Opac, Ahmet Üzümcü, ha frenato le aspettative, ricordando che la squadra di esperti entrerà a Duma solo quando l’Onu si assicurerà che non ci sono rischi per la sicurezza.

Questo mentre, sempre a Damasco, le forze governative hanno intensificato la pressione militare attorno al campo profughi di Yarmuk. Questa area, che si trova otto chilometri a sud dal centro della capitale siriana, è ancora controllata da miliziani del sedicente stato islamico (Is) e qaedisti. Secondo i media, un’offensiva di terra su Yarmuk e dintorni «è imminente». Anche i russi avrebbero inviato uomini e mezzi intorno al campo. In questo modo si rischierebbe di aprire un nuovo fronte di combattimenti, con conseguenze che al momento sono difficili da prevedere.

Intanto, ieri si è recato in Turchia l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura. Obiettivo della sua missione è quello di discutere della situazione dopo i raid di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna della scorsa settimana. De Mistura sarà poi a Mosca e Teheran, consultando così nel giro di poche ore esponenti governativi dei tre paesi impegnati nel cosiddetto processo di Astana, che prevede la cessazione delle ostilità e una nuova costituzione siriana.

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26 maggio 2019

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