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L’alternativa spagnola

· Oltre ottomila i migranti arrivati nel paese dall’inizio dell’anno ·

Dall’inizio del 2017 fino al 6 agosto, l’arrivo via mare di migranti in Spagna ha raggiunto quota 8385, ovvero è quasi quadruplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando furono 2476 i migranti giunti nel paese iberico. È quanto rileva l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sottolineando che la Spagna potrebbe superare la Grecia, dove dall’inizio dell’anno sono stati registrati 11.713 arrivi, ben al di sotto dei 160.888 del 2016.

Migranti giunti nel porto di Malaga in Spagna (Reuters)

Alla Spagna si guarda sempre di più come alternativa agli sbarchi in massa sulle coste italiane degli ultimi anni. E, nonostante tutte le difficoltà, si moltiplicano i tentativi di penetrare nell’enclave spagnola di Ceuta che si trova in Marocco. Un nuovo assalto di migranti c’è stato alle 4 del mattino di oggi: 250 persone hanno cercato di entrare passando per una zona di frontiera conosciuta come Finca Berrocal. Secondo i media spagnoli l’assalto però è stato respinto dalla Guardia civil.

In Italia, negli ultimi due mesi si registra un netto calo degli arrivi, in concomitanza con l’accordo tra il governo italiano e quello libico per il pattugliamento delle coste libiche, da cui aveva origine la maggior parte delle partenze. Ma nelle ultime ore si è registrato uno sbarco di tipo anomalo anche se già attestato: in barca a vela. Ha viaggiato così, e non su uno dei soliti gommoni o delle solite imbarcazioni di fortuna, un gruppo di 86 migranti iracheni, iraniani e curdi che è sbarcato a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di nuclei familiari e non ci sarebbero minorenni non accompagnati. L’intero gruppo sarebbe partito venerdì scorso dalla Turchia a bordo della barca a vela. Gli scafisti sarebbero stati intercettati da un aereo ricognitore del dispositivo europeo Frontex.

Intanto, si aggiunge un’adesione al codice di condotta per le ong voluto dal ministro dell’interno italiano Marco Minniti e appoggiato dall’Unione europea. L’organizzazione non governativa Sos Méditerranée ha sottoscritto stamattina al Viminale il codice che detta le regole per le operazioni di salvataggio in mare. L’intenzione di sottoscrivere il codice, che in un primo momento l’ong si era rifiutata di firmare, era stata già manifestata dall’organizzazione martedì scorso.

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