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Is sotto attacco

· Ucciso a Mosul Omar “il ceceno” considerato lo stratega militare dell’organizzazione jihadista ·

Kerry vola a Mosca per incontrare Putin e discutere del futuro politico della Siria

Jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) subiscono un nuovo durissimo colpo: uno dei loro principali leader, Omar “il ceceno”, considerato il ministro della guerra di Al Baghdadi, è stato colpito e ucciso in Iraq, nell’area di Mosul, probabilmente nel corso di un raid della coalizione internazionale a guida statunitense.

Siriani tra le macerie causate da un bombardamento nella città  di Idlib (Reuters)

La notizia della sua morte è stata diffusa dall’Amaq, agenzia che fa riferimento all’Is, ed è stata confermata anche da fonti di Washington e dal Site (sito che monitora l’attività dei terroristi sul web). La stessa direttrice del Site, Rita Katz, ha rilevato che «per la prima volta» la morte di Omar, che era stata annunciata altre volte, «è stata ammessa dai suoi stessi uomini». Si tratta di un nuovo, durissimo colpo all’Is. In particolare, Amaq riferisce che «l’uomo è morto nella città di al-Shirqat, vicino a Mosul, nel tentativo di fermare la campagna militare contro la capitale dello Stato islamico in Iraq». Omar “il ceceno”, il cui vero nome era Abu Omar Al Shishani, aveva trent’anni ed era uno dei più temuti comandanti dell’Is. Un leader così pericoloso che sulla sua testa pendeva una taglia da cinque milioni di dollari. La sua uccisione a Mosul — dicono gli analisti — può essere il preludio dell’attesa offensiva dell’esercito iracheno per strappare ai jihadisti la loro roccaforte nel Paese, potendo contare anche sul supporto di nuove unità militari americane, attese a breve sul terreno. Questo nuovo sviluppo nel conflitto con l’Is sarà certamente al centro del confronto, oggi a Mosca, tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il segretario di Stato americano, John Kerry. Saranno presenti anche numerosi alti dirigenti di entrambe le parti. Secondo il «Washington Post», Kerry proporrà a Putin un rafforzamento della cooperazione delle intelligence in cambio di un’azione di Mosca per convincere il presidente siriano Assad a fare un passo indietro e a permettere la nascita di un nuovo Governo di transizione.

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14 dicembre 2019

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