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Sotto attacco

· ​Senza tregua le violenze in Iraq e Siria ·

Macerie provocate dai combattimenti nell’area di Douma a Damasco (Afp)

Non conoscono tregua le violenze in Siria e Iraq. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno condotto nelle ultime ore tredici raid aerei contro postazioni del cosiddetto Stato islamico (Is): otto in Iraq e cinque in Siria. Tra le aree colpite, quelle di Baiji e Mosul in Iraq e quella di Raqqa in Siria.

Le milizie dell’Is stanno avanzando nel sobborgo meridionale di Al Qadam a Damasco, di cui controllando ormai circa metà del territorio. I jihadisti sono impegnati in combattimento non solo con le truppe di Assad, ma anche con altre formazioni del fronte dei ribelli siriani. Si è dunque spezzata quella che in un primo momento era sembrata — stando al giudizio dei media — un’alleanza tra l’Is e i ribelli in funzione anti-Assad. Gli uomini di Al Baghdadi si trovano ad appena otto chilometri di distanza dalla moschea degli Ommayyadi, nel cuore della città, e a 45 minuti dal palazzo presidenziale di Assad, nel quartiere occidentale di Dummar. E intanto, ha provocato ieri almeno dieci morti e venticinque feriti l’esplosione di un’autobomba a Latakia, città della Siria occidentale e storica roccaforte del presidente Assad. Ma la violenza imperversa anche in Iraq. Almeno sei persone sono rimaste uccise e 24 ferite ieri per l’esplosione di quattro bombe nei sobborghi della capitale Baghdad, secondo fonti del ministero dell’Interno. Una bomba esplosa in un mercato all’ingrosso di frutta e verdura ad Ameriya, nell’ovest della città, ha ucciso tre persone e ferito altre cinque. 

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20 settembre 2019

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