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Sostegno unanime
alla Libia

· Obama e i leader europei pronti a intervenire se ci sarà una richiesta formale del Governo ·

Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia sono pronti a sostenere la Libia nella lotta al terrorismo ma solo se ci sarà la richiesta formale da parte del Governo locale. Il premier libico Al Sarraj si è rivolto alle Nazioni Unite, all’Europa e ai Paesi africani confinanti per proteggere le risorse petrolifere da possibili attacchi dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). «Aiutateci a difendere i pozzi di petrolio» ha detto Al Sarraj.

La Francia, che a inizio aprile aveva escluso l’invio di truppe o raid aerei in Libia, oggi si dice invece «pronta a garantirne la sicurezza marittima». Dobbiamo — ha dichiarato il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian — «attendere che il premier Al Sarraj ci dica quali misure di sicurezza intenda adottare e quali sollecitazioni conta di fare alla comunità internazionale per assicurare la sicurezza marittima della Libia. Noi siamo pronti». In Italia, nel frattempo, tanto Palazzo Chigi quanto lo Stato maggiore della Difesa hanno dovuto sottolineare l’infondatezza della notizia secondo cui il Governo avrebbe offerto alla Libia l’invio di 900 soldati con funzioni di protezione di siti sensibili, come i pozzi petroliferi, e di addestramento dell’esercito locale, come sostenuto da alcuni organi di informazione.

Fonti della Difesa, invece, confermano l’esistenza di un piano già predisposto per una spedizione di circa 250 uomini, tra Esercito e Carabinieri, a protezione delle sedi diplomatiche e delle organizzazioni internazionali. La Casa Bianca, in un comunicato, ha sottolineato la forte necessità di fornire sostegno al popolo libico, ma anche che l’aiuto potrà essere dato solo su richiesta delle autorità locali. L’aiuto sarà finalizzato a combattere l’Is.

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11 dicembre 2019

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