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Sostegno di Germania e Francia
alla stabilità libica

Il presidente francese, François Hollande, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, si sono impegnati ieri a Metz — nel corso del 18º consiglio franco-tedesco — a sostenere la stabilità della Libia e del suo nuovo Governo, sottolineando che il caos nel Paese nordafricano «rischierebbe di far partire nuove ondate di profughi verso l’Europa». 

Dal canto suo, il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, ha escluso un intervento militare internazionale in Libia, pur puntualizzano che lo valuterebbe qualora lo chiedesse il Governo di unità del premier, Fayez Al Serraj, designato dagli accordi di Skhirat, in Marocco, con la mediazione dell’Onu. Sollecitato sulla possibilità di un intervento internazionale, Ayrault ha chiarito che «non bisogna ripetere gli errori del passato». Il capo della diplomazia di Parigi ha detto che l’invio di truppe di terra in Libia «non è una questione attuale, almeno non lo è nella posizione francese». Ha però aggiunto che se Al Serraj chiedesse «aiuto internazionale, la Francia lo esaminerebbe. Ma — ha sottolineato il premier — è una sua decisione: occorre rispettare l’indipendenza di questo Paese». E, intanto, il Consiglio presidenziale libico, con a capo Fayez Al Sarraj, ha imposto a «tutte le istituzioni dello Stato» di adottare il nuovo logo scelto per il proposto Governo di concordia nazionale. Ma manca ancora il voto della Camera dei rappresentanti, il Parlamento di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale, sulla lista di ministri proposta da Al Sarraj.

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15 ottobre 2019

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