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Sostegno al g5 Sahel

· È la promessa dell’Unione europea ai cinque paesi africani dove hanno proliferato gruppi jihadisti ·

Assicurare incoraggiamento politico e sostegno finanziario al g5 Sahel: sono questi gli obiettivi della conferenza che si svolge oggi a Bruxelles. Si tratta della forza militare che comprende cinque stati africani impegnati nella lotta contro i gruppi jihadisti attivi nella regione del Sahel. 

Soldati francesi in un’operazione in Mali (Afps)

Trentadue capi di stato e di governo si sono riuniti nella sede della Commissione europea insieme con i dirigenti di Mali, Mauritania, Ciad, Niger e Burkina Faso. L’Unione europea ha anche confermato la decisione di «moltiplicare» i suoi contributi alla forza militare congiunta del g5, che vengono alzati a 414 milioni di euro. Un minuto di silenzio alla loro memoria è stato osservato dai partecipanti alla conferenza per i due soldati francesi dell’operazione anti-jihadista nel Sahel che sono morti mercoledì in seguito all’esplosione di una mina al passaggio del veicolo su cui si trovavano in una strada al nordest del Mali.

«Questa lotta al terrorismo nel Sahel la facciamo anche per il resto del mondo: l’Unione europea e la comunità internazionale devono essere solidali con i paesi del Sahel e pensare alle conseguenze ormai internazionali delle situazioni di conflitto e crisi», ha sottolineato il presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, presidente di turno del g5. L’attentato contro i militari francesi ha messo in luce le difficoltà con cui si confrontano questi cinque paesi tra i più poveri del mondo, che si trovano in prima linea di una guerra tra gruppi jihadisti islamici e trafficanti d’armi, di droga e di esseri umani. La forza del g5 ha bisogno di ulteriori fondi per raggiungere l’obiettivo di 5000 soldati ben preparati, attrezzati e allenati per sorvegliare i punti critici e ristabilire l’autorità nelle zone non regolamentate. Si è dotata di una struttura di comando e ha già guidato due operazioni, con il sostegno dalla Francia, nella zona situata tra Mali, Niger e Burkina Faso. 

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