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Sostegno ai soggetti più deboli della società

· Il segretario di Stato all'ospedale romano San Pietro ·

«I malati esigono un approccio “globale”: è tutto l'uomo che va aiutato a guarire. La fede in Dio e la ricerca scientifica cooperano, pertanto, al medesimo fine: alla salvaguardia della vita e alla guarigione dell'uomo da ogni male del corpo e dello spirito». Lo ha detto il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, durante la messa celebrata, sabato mattina 20 marzo, nella chiesa del nosocomio romano San Pietro, dell'ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio.

Rivolgendosi al personale, il porporato ha esortato a ispirarsi ai valori evangelici e a esercitare «il servizio con competenza, rigore e professionalità», partecipando così all'amore di Cristo per i sofferenti. «L'autentica solidarietà — ha sottolineato — che merita chi soffre e il rispetto scrupoloso della sua dignità, devono rendere sensibili anche alla difesa della vita in ogni sua manifestazione: quando è allo stato embrionale o quando è all'ultimo traguardo, forse senza speranza di guarigione».

Un concetto ribadito dal cardinale con forza: «Come credenti siamo convinti che quanti costituiscono gli anelli più deboli della società: i nascituri, i poveri, i malati, i disabili, le persone in stato terminale, sono anch'essi soggetti di diritto e soprattutto oggetto dell'amore di Dio. Quali ingiustizie inaudite continuano a venire commesse anche oggi, nell'indifferenza generale, contro la vita umana, che in certe condizioni viene considerata non più degna di essere vissuta!». La Chiesa, ha aggiunto, «consapevole che essa è dono di Dio e a Lui appartiene, continua oggi ad esercitare il ministero profetico di Cristo, dedicandosi alla cura degli infermi e riaffermando in ogni occasione il valore irrinunciabile della vita umana».

Il segretario di Stato ha poi ricordato la presenza dei Fatebenefratelli nell'antico nosocomio dell'isola Tiberina e nel moderno ospedale di via Cassia «ricco di strutture e di attrezzature di avanguardia» dove — ha detto — «per un disegno provvidenziale trova continuità la carità da cui era animato san Giovanni di Dio. Ancora oggi, infatti, si manifestano i prodigi di Dio, che passano attraverso l'opera di quanti, per amor suo, si prodigano per il bene dei fratelli».

Infine, il porporato ha avuto parole di stima verso quanti operano all'interno della struttura sanitaria. «Vorrei qui ricordare — ha aggiunto — l'impegno di tanti medici, infermieri, operatori e volontari che in questa struttura prestano il loro servizio con professionalità e dedizione generosa: sono questi i “miracoli ordinari”, frutto di amore e di attenzione premurosa, con cui il Signore si fa vicino alle persone che soffrono». E ha concluso: «Desidero esprimere vivo apprezzamento per la vostra attività e per il bene che compite, sia attraverso interventi più impegnativi, sia attraverso la vostra opera feriale che va dall'accoglienza, al ricovero, alla cura attenta e solerte di quanti si trovano in questa struttura».

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15 settembre 2019

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