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Sospetti casi di ebola fuori dalla Guinea

· Tre malati sotto osservazione in Mali e allarme su un aereo giunto a Parigi ·

I timori di contagio ad altri Paesi dell’epidemia di febbre emorragica ebola scoppiata in Guinea — che ha già provocato 84 morti e non è ancora sotto controllo — sembrano purtroppo avere conferme. Il ministro della Sanità e Igiene del Mali, Ousmane Koné, ha annunciato che tre casi sospetti sono stati individuati nel suo Paese. 

Il ministro ha aggiunto che gli ammalati sono stati posti in isolamento, specificando che ricevono assistenza adeguata e che la loro salute migliora.

In precedenza erano stati segnalati casi sospetti in Sierra Leone e in Liberia. Diversi Paesi, dell’area e non solo, hanno messo in atto una cintura sanitaria alle frontiere per scongiurare il contagio di una malattia per la quale non si conoscono ancora cure e che è tra le più letali per l’uomo. Il Senegal ha chiuso i valichi con la Guinea nelle regioni di Kolda e Kèdougou, e disposto rigidi controlli nei porti e negli aeroporti. Il Marocco ha annunciato di aver rafforzato la vigilanza, in particolare all’aeroporto di Casablanca. L’Arabia Saudita ha sospeso i visti per il pellegrinaggio alla Mecca ai fedeli che provengono dalla Guinea e da altri Paesi dove si sospetti l’ebola.

L’allarme è arrivato anche in Europa. Un volo della Air France, proveniente dalla Guinea, è stato bloccato per due ore stamane all’aeroporto parigino Roissy Charles-de-Gaulle, nel timore, poi rivelatosi infondato, che a bordo ci fosse un passeggero con l’ebola.

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