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Sospesi i lavori
del Parlamento libico

· Preoccupazione internazionale per l’aggravarsi della crisi a Tripoli ·

Il Governo uscente libico ha ceduto alle richieste del generale in pensione Khalifa Haftar, da loro definito golpista. Dopo l’assalto al Parlamento di Tripoli di domenica e le violenze di venerdì della scorsa settimana a Bengasi (ottanta vittime), il premier dimissionario Abdullah Al Thani, ha chiesto al Congresso generale nazionale (Parlamento ad interim) di annullare l’elezione del suo successore Ahmed Miiting e di procedere a scegliere un altro candidato per la carica. Il Governo ha chiesto allo stesso tempo al Parlamento di sospendere i lavori fino a nuove elezioni dopo aver approvato in settimana il bilancio 2014.

Il comandante delle forze speciali annuncia il sostegno a Khalifa Haftar (Reuters)

La Libia, dunque, a oltre due anni e mezzo dall’uccisione di Gheddafi, non trova ancora stabilità. Il Paese è diventato ingovernabile e si sono allargate le fratture tra milizie, tribù, militari di formazione laica e guerriglieri islamici che sconfinano nel fondamentalismo o nei casi più estremi in organizzazioni qaediste.

L’Unione europea si è detta «gravemente preoccupata» e ha chiesto alle parti che evitino altro spargimento di sangue. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito la disponibilità dell’Alleanza atlantica a offrire supporto alle autorità per migliorare la sicurezza nel Paese, anche se ha lamentato finora una scarsa cooperazione da parte di Tripoli. Nella capitale la situazione è apparentemente calma, ma si sono registrati ieri nuovi scontri a Bengasi e, sempre in Cirenaica, nella città portuale di Tobruk, una base aerea ha deciso di unire le proprie forze a quelle di Khalifa Haftar che stanno combattendo i miliziani islamici. Lo stesso ha fatto il comandante delle forze speciali libiche Wanis Bukhamada.

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