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​Sospesi i colloqui tra Bogotá ed Eln

· ​Dopo un attacco portato a termine dai guerriglieri colombiani al termine del cessate il fuoco concordato ·

Il governo della Colombia ha sospeso i colloqui di pace con i guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), che dovevano riprendere ieri in Ecuador. Lo ha annunciato il presidente colombiano José Manuel Santos, spiegando di aver chiesto al capo dei negoziatori Gustavo Bell di tornare in patria «per valutare il futuro del processo». La battuta d’arresto nel negoziato, che sembrava avviarsi verso una conferma della tregua, si è verificata dopo che le autorità del dipartimento nord orientale di Arauca hanno accusato gruppi di guerriglieri riconducibili all’Eln di aver perpetrato attacchi esplosivi contro degli oleodotti e di aver ferito due soldati con una granata. Secondo le prime ricostruzioni, uomini appartenenti al Fronte José Daniel Suarez, una delle unità militari che fanno capo all’Esercito di liberazione nazionale, hanno fatto saltare in aria l’oleodotto che collega il giacimento petrolifero di Caño Limón, in Arauca, con la città di Coveñas, sulla costa caraibica della Colombia, a oltre 750 chilometri di distanza.

Gli attacchi si sono verificati al termine della tregua scaduta alla mezzanotte del 9 gennaio. Il ministro degli esteri dell’Ecuador, María Fernanda Espinosa, aveva appena dichiarato che governo ed Eln avevano dimostrato «la volontà politica» di estendere il cessate il fuoco in occasione della quinta sessione dei negoziati di pace previsti a Quito, ma subito dopo ha dovuto rivedere la sua posizione. 

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14 dicembre 2018

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