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Sospese le attività
del parlamento venezuelano

· Si aggrava il bilancio delle vittime delle proteste contro il governo ·

La giunta direttiva dell’assemblea nazionale venezuelana ha annunciato la sospensione dei lavori parlamentari dopo che l’ufficiale della guardia nazionale incaricato della sicurezza della sede, Vladimir Lugo Armas, ha impedito l’accesso all’emiciclo a vari deputati, giornalisti e funzionari.

Deputati dell’opposizione hanno reso noto attraverso vari messaggio postati su Twitter che Lugo e un gruppo di agenti della guardia nazionali si sono disposti all’ingresso della sede parlamentare, bloccando fisicamente e allontanando coloro che cercavano di entrare. Il procuratore generale, Luisa Ortega Díaz, che sta portando avanti un duro scontro istituzionale con le autorità venezuelane, ha accusato lo stesso Lugo Armas di violazione grave e sistematica dei diritti umani. L’accusa è stata formalizzata dopo l’attacco lanciato da militanti chavisti contro l’assemblea nazionale lo scorso 5 luglio, nel quale vari deputati sono rimasti feriti mentre i responsabili della sicurezza non sono intervenuti. Il quotidiano venezuelano «El Nacional» ha pubblicato estratti di comunicazioni via radio intercettate durante l’attacco dei militanti chavisti contro il parlamento che dimostrerebbero come l’azione violenta fosse stata ordinata e organizzata dalle stesse forze che dovevano garantire la sicurezza al fine di «dare una lezione» ai deputati dell’opposizione. Le registrazioni, diffuse riguardano comunicazioni fra due dirigenti dei colectivos, organizzazioni filogovernative che assediavano la sede parlamentare, riguardo all’evacuazione del palazzo da parte dei funzionari dell’assemblea. Intanto, aumenta ulteriormente il bilancio delle vittime delle proteste contro il governo venezuelano presieduto da Nicolás Maduro. Ieri un ragazzo di diciassette anni è stato ucciso nel corso di un manifestazione a Ciudad Bolívar, nello stato di Bolívar. Sale così a 94 il numero dei morti dal mese di aprile. 

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