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​Sospesa l’espulsione dei dreamers

· ​Da un giudice federale degli Stati Uniti ·

Con un’ingiunzione preliminare valida per l’intero territorio nazionale, il giudice federale statunitense William Alsup ha stabilito che le tutele previste in base al Deferred action for childhood arrivals (Daca) devono restare in vigore fino a quando non si sarà concluso l’iter legale avviato per porre fine al programma. Viene quindi posto un blocco temporaneo a una delle scelte di politica sull’immigrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che intende sospendere il programma varato dal suo predecessore Barack Obama per proteggere dal rimpatrio gli immigrati senza documenti arrivati negli Stati Uniti da bambini, i cosiddetti dreamers, sognatori. 

Uno striscione in difesa dei giovani immigrati (Afp)

Già a ottobre il giudice Alsup aveva ordinato all’amministrazione Trump la consegna dei documenti — anche i pareri legali — riguardanti la decisione dello scorso settembre che prevede la sospensione del Deferred action for childhood arrivals. E aveva sottolineato che l’amministrazione deve provare che il programma è incostituzionale, come dichiarato dal ministro della giustizia, Jeff Sessions. Il 5 settembre scorso, infatti, Sessions ha definito il Daca «un modo per aggirare le leggi sull’immigrazione, un esercizio incostituzionale dell’autorità del potere esecutivo».
Secondo il giudice, in attesa della conclusione del procedimento legale, chiunque beneficiasse al 5 settembre scorso dello status previsto nel quadro del Daca, è autorizzato a vederlo rinnovato.
L’ingiunzione preliminare del giudice federale Alsup arriva dopo l’annuncio di un accordo raggiunto in un incontro bipartisan tenuto allo scopo di lavorare a una legge che includa la sicurezza dei confini, la lotteria dei visti, la catena migratoria e il programma per i dreamers. La notizia è stata diffusa dalla portavoce del presidente, Sarah Sanders, che ha definito il colloquio tenuto a porte chiuse alla Casa Bianca «produttivo e di successo».

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22 agosto 2018

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