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Sos materie prime

· Il prezzo del petrolio mai così basso negli ultimi sei anni ·

Utili che vanno a picco, economie emergenti sempre più in crisi, grandi fondi di investimento in sofferenza. Sono solo alcuni degli effetti provocati in questi giorni dal drastico crollo dei prezzi delle materie prime. Una crisi generalizzata che rischia di avere — e in molti casi sta già avendo — pesantissime conseguenze anche sull’economia reale e di bloccare la già lenta ripresa che alcune economie occidentali stanno conoscendo.

Impianto petrolifero a Macpheron in Kansas (Ap)

Il crollo dei prezzi delle materie prime sta caratterizzando l’attuale fase: dal petrolio, che ieri a New York è precipitato ai minimi da sei anni sotto i 41 dollari, al rame, dal nichel allo zinco, tutti materiali a uso industriale i cui prezzi sono affondati a livelli che non si vedevano da anni. E ora il rallentamento della Cina rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Una valanga che ha travolto persino il colosso minerario e di scambio merci Glencore, che ieri ha annunciato un utile semestrale più che dimezzato e si prepara a chiudere alcune miniere. La multinazionale anglo-svizzera ha infatti chiuso il primo semestre con un utile netto in calo addirittura del 56 per cento a 797 milioni di euro (882 milioni di dollari). Una performance che «riflette l’esposizione della nostra attività industriale ai prezzi in calo delle materie prime» ha spiegato il ceo Ivan Glasenberg. Il calo dei prezzi del greggio ha inoltre portato la società a ridurre la spesa per gli investimenti per quest’anno a sei miliardi di dollari, mentre per l’anno prossimo l’intenzione è di non superare i cinque miliardi.

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23 ottobre 2019

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