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Sorella volpe
e fratello pipistrello

· ​Nel Bosco di san Francesco un piccolo pezzo di mondo perfetto ·

Un bosco come un piccolo pezzo di mondo perfetto. Dove la diversità biologica è valore e, dunque, amata. Un luogo dove l’uomo non pecca di superbia distruggendo la natura (spesso lo fa e su larga scala, traendovi miope profitto) ma dove accetta, invece, di esserne parte. Passo dopo passo, mentre appaiono piccoli palcoscenici naturali che le guide del Fondo ambiente italiano (Fai) evidenziano, salendo dal complesso benedettino di Santa Croce verso il prato della basilica di San Francesco, una domanda arriva alla mente: «Potremmo vivere come le creature che popolano il Bosco di san Francesco?». 

Il Bosco di san Francesco

Sorella volpe, fratello pipistrello. Topi, formiche, civette, bruchi, tassi, falchetti, lombrichi. Usano le stesse risorse alimentari, bevono la stessa acqua, si proteggono nelle stesse tane e fra gli stessi alberi, querce e aceri. Abitano insieme, nel loro mondo che — diversamente da noi umani — non sanno distruggere. Quel bosco, il Bosco è la loro casa comune.
Nella sera di sabato 17 il Fai aveva programmato una speciale visita guidata, in notturna, del Bosco di san Francesco. Il Bosco anche di notte era e resta il titolo dell’evento slittato, causa maltempo e conseguente impraticabilità dei luoghi, al 9 ottobre, alle ore 21. «Sarà un’affascinante passeggiata “al buio”», spiegano dall’Ufficio Fai di Perugia, «dove, muniti di sole torce, conosceremo il volto più suggestivo del Bosco, delle sue creature, dei suoi ritmi e del suo naturale incanto».
Per un appuntamento rinviato di qualche giorno, ce n’è un altro che il Bosco di san Francesco già offre al visitatore, organizzato dal Sacro convento di Assisi nella parte alta del sentiero principale, alla quale si accede dal prato antistante la Basilica. «All’interno del grande progetto Nostra Madre Terra, che ha aperto la tre giorni dell’incontro interreligioso “Sete di Pace” a cui, martedì 20, prenderà parte anche Papa Francesco», dichiara il direttore della sala stampa del sacro convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, «stiamo proponendo a chi percorre i sentieri del Bosco una mostra fotografica intitolata Nature dal mondo, realizzata dal fotografo naturalista Alessio Bariviera. Vogliamo indicare all’uomo contemporaneo la responsabilità che tutti noi abbiamo dinanzi alla Casa comune».
La mostra di Bariviera è composta da 30 fotografie sorrette dai grandi alberi del Bosco di san Francesco, immagini prelevate nel mondo sul rapporto tra uomo e ambiente. “Schegge” di paesaggi e di flora e fauna internazionale sospese nella verde natura umbra.
Il lavoro è durato due anni e 100 mila chilometri, attraverso oltre 20 Paesi: dalla Nuova Guinea al Madagascar, dal Perù all'Indonesia. San Francesco nutriva profondi sentimenti e assoluto rispetto per la natura: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba» è scritto nel Cantico. Tuttavia «questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla» ha osservato Papa Francesco nella Laudato si’.

di Paolo Giovannelli

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19 giugno 2019

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