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Sopravvivere in Sud Sudan
in mezzo alla guerra

· ​Testimonianza di un missionario comboniano ·

Juba, 16. «La lotta senza scrupoli per il potere, la corruzione, la pessima gestione della leadership militare e politica delle risorse e la mancanza dei basilari principi di libertà, sono situazioni reali che complicano fortemente il conflitto»: è quanto afferma in una lettera padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, che ha prestato servizio per sei lunghi anni in Sud Sudan, paese sconvolto da una drammatica guerra civile scoppiata nel dicembre 2013. Secondo il sacerdote, «è troppo semplice descrivere il conflitto nel Sud Sudan come esclusivamente etnico. Le divisioni etniche — prosegue la lettera diffusa dall’agenzia Fides — sono rimaste una caratteristica costante della società sudsudanese per molti decenni. In passato hanno indebolito la lotta per la liberazione e questo è un fattore importante all’interno dell’attuale guerra civile».

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