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Sono fritto

· ​La corrispondenza tra Gadda e Parise ·

L’uno, sulla soglia dei settant’anni, tormentato da una ”orrenda solitudine”; l’altro, poco più che trentenne, già famoso e già annoiato dal successo. 

Lo scrive Gabriele Nicolò aggiungendo che tra Carlo Emilio Gadda e Goffredo Parise, nel 1961, scocca la scintilla di un’amicizia che sarò cementata dal condiviso rapporto con il mondo circostante: un rapporto scettico e disincantato. È nel 1961 che i due scrittori cominciano a frequentarsi, quando Goffredo acquista una casa a Monte Mario non lontano dall’appartamento di via Blumenstihl, dove Carlo Emilio è approdato dopo lunghe peregrinazioni e travagliate soste in camere d’affitto. La frequentazione è destinata a farsi sempre più intensa: ne nascerà un carteggio che per i tipi dell’Adelphi (Milano, 2015, pagine 346, euro 18) vede ora la luce, riordinato e catalogato grazie al paziente lavoro di Domenico Scarpa. La corrispondenza, dal titolo Se mi vede Cecchi, sono fritto, investe un arco di tempo che va dal 1962 al 1973.

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24 agosto 2019

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