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Sono 26 milioni i bambini
a rischio povertà

· Nell’Unione europea ·

Bruxelles, 1. Nell’Unione europea, più di 26 milioni di minori sono a rischio povertà o esclusione sociale. Un “esercito” che formerebbero il settimo paese più popoloso dell’Ue. È quanto emerge dal rapporto di Save the Children «Sconfiggere la povertà educativa. Fino all’ultimo bambino».

I dati sottolineano come i minori corrano un rischio molto più alto di cadere in povertà rispetto agli adulti. Nei paesi dell’Ue presi in esame — compresi Islanda e Norvegia — il 28 per cento dei minori è a rischio povertà o esclusione sociale (contro il 24 per cento degli adulti). Nel complesso, dunque, di tratta di oltre 26 milioni di minori. Tra di essi, il 21 per cento è a rischio povertà nonostante abbia beneficiato di trasferimenti sociali. Sono bambini che vivono in famiglie con un reddito al di sotto del 60 per cento del reddito medio nazionale, mentre il 10 per cento vive in nuclei familiari con una intensità di lavoro molto bassa e un altro 10 per cento appartiene a famiglie gravemente deprivate. Alla radice della povertà e dell’esclusione sociale dei minori c'è soprattutto la disuguaglianza. Il 10 per cento delle famiglie più ricche in Europa attualmente guadagna il 31 per cento del reddito totale e possiede più di metà della ricchezza complessiva. E il divario tra ricchi e poveri sta aumentando in molti paesi dell’Unione. Le disuguaglianze tra i bambini sono fortemente influenzate anche dallo status socio-economico dei genitori, soprattutto dal loro livello di istruzione. La povertà educativa riguarda un adolescente su cinque in Europa: i dati confermano che il 22 per cento dei quindicenni ha scarsi risultati in matematica e il 20 per cento nella lettura. Allarmante anche la quota di abbandono scolastico, che riguarda il 15 per cento dei minori, i migranti ne sono particolarmente colpiti (37 per cento). Dal rapporto emerge, comunque, come nessun paese in Europa sia esente dalla povertà infantile.

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14 ottobre 2019

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