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Interventi concreti
sul clima

· Appello dell’Onu ·

La difesa dell’ambiente e la lotta contro il riscaldamento climatico in nome di uno sviluppo più equilibrato e condiviso restano i punti fondamentali dell’agenda delle Nazioni Unite. A confermarlo è stato ieri il segretario generale dell’Onu, António Guterres, secondo il quale «il riscaldamento climatico è la principale minaccia per l’umanità ed è mio dovere ricordare alla comunità internazionale che dobbiamo agire».

Il tramonto visto da una Bangkok avvolta dall’inquinamento (Reuters)

In un incontro con i giornalisti al palazzo di Vetro, Guterres è tornato sui risultati della conferenza di Parigi nel 2015, ribadendo che è quella la linea da seguire, cercando di coinvolgere sempre più paesi. «Il nostro problema non è che non sappiamo cosa fare, ma è quanto velocemente possiamo farlo», ha continuato, sottolineando l’urgenza di provvedimenti concreti. «Stiamo lottando per mobilitare i cento miliardi all’anno promessi, ma sappiamo che i costi dell’inattività sono molto maggiori». Uno dei punti chiave dell’accordo di Parigi è infatti lo stanziamento di cento miliardi di dollari all’anno ai paesi emergenti per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti. Guterres ha poi ribadito che «la scienza richiede un’azione sul clima, l’economia globale ne ha bisogno, il sostentamento di centinaia di milioni di persone dipende da questo». Come accennato, Guterres ha ribadito l’importanza dello storico accordo siglato a Parigi nel 2015 al termine della conferenza Cop21. L’importanza dell’accordo è data sostanzialmente dal fatto che è stato sottoscritto da tutti i paesi partecipanti (195), e anche da quelli emergenti, che spesso sfruttano pesantemente fonti di energia non rinnovabile. L’accordo contiene sostanzialmente quattro impegni per gli stati che lo hanno sottoscritto. Il punto essenziale è l’impegno a mantenere l’aumento di temperatura del pianeta inferiore ai due gradi. Questo significa smettere di incrementare le emissioni di gas serra il prima possibile e raggiungere nei prossimi decenni il momento in cui la produzione di nuovi gas serra sarà sufficientemente bassa da essere assorbita naturalmente. A questi due obiettivi si aggiunge quello di controllare i progressi compiuti ogni cinque anni, tramite nuove Conferenze. 

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08 dicembre 2019

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