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Soluzione politica
per la Siria

· Auspicata dall’inviato speciale dell’Onu ·

Dieci giorni di colloqui di pace sulla Siria a partire dal 14 marzo: è quanto ha annunciato ieri l’inviato speciale dell’Onu in Siria, Staffan de Mistura, parlando da Ginevra, dove ieri pomeriggio sono iniziati gli incontri preparatori. Il diplomatico italo-svedese ha spiegato che si tratterà di negoziati indiretti; ci saranno quindi incontri separati con i rappresentanti del Governo di Damasco e con quelli dell’opposizione. 

Macerie in un sobborgo  di Damasco (Epa)

De Mistura spera inoltre che le parti facciano progressi e si aspetta «colloqui sostanziali che diano inizio a una nuova fase del negoziato». Avere un calendario e un limite di tempo «è sano per tutti» ha detto il diplomatico, spiegando appunto che saranno necessari «circa dieci giorni, per poi dare il tempo alle delegazioni di ricapitolare quanto discusso e riprendere i colloqui, come è stato fatto in passato». Il piano di pace dell’Onu è chiaro: si chiedono elezioni entro 18 mesi e la stesura di una nuova Costituzione. Resta aperta la questione del futuro del presidente Assad che Washington vorrebbe fuori dai giochi, mentre Mosca lo considera un alleato essenziale nella lotta contro i terroristi del cosiddetto Stato islamico (Is). Assad ha più volte detto di volersi presentare a eventuali elezioni, chiedendo inoltre alla comunità internazionale di evitare interferenze negli affari interni del Paese. Intanto, domenica prossima ci sarà a Parigi un vertice tra i ministri degli Esteri di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia in vista della ripresa dei colloqui di pace a Ginevra. Intanto, peggiora la crisi umanitaria. Le Nazioni Unite hanno fatto sapere ieri che sono ancora in attesa di ricevere da Damasco il permesso di accedere a sei città assediate.

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21 luglio 2019

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