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Soluzione politica per la crisi siriana

· ​Rilanciata dalla Lega araba nel vertice in Giordania ·

Non c’è una soluzione militare al conflitto che insanguina la Siria dal 2011. Questo il messaggio lanciato dal vertice della Lega araba, tenutosi ieri a Sweimeh, località giordana sul Mar Morto, alla presenza anche del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. La Lega araba, al suo ventottesimo vertice, ha ribadito la necessità di «un accordo politico che coinvolga tutti i siriani», e quindi sia il governo sia i diversi gruppi che compongono l’opposizione. Il summit ha evidenziato l’importanza dei colloqui in corso a Ginevra e la necessità di raggiungere un’intesa globale quanto prima. Al vertice ha partecipato anche il nuovo presidente libanese Michel Aoun, per il quale «questo momento cruciale fa sì che per noi sia un imperativo decidere oggi di fermare le guerre tra fratelli e sederci al tavolo del dialogo». Il Libano, che subisce le conseguenze dirette e indirette del conflitto nella vicina Siria, ospita più di 1,5 milioni di rifugiati siriani, oltre ai rifugiati palestinesi. «Condividiamo la responsabilità di lavorare insieme per la pace, ancora di più» ha detto l’alto rappresentante europeo per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini: «l’Unione europea è pronta». Il presidente russo, Vladimir Putin, ha inviato un messaggio ai partecipanti. «Il Medio oriente e il Nord Africa stanno attraversando momenti di tensione. I conflitti in Siria, Iraq, Libia e Yemen restano difficili, il terrorismo e l’estremismo continuano a crescere, i problemi sociali ed economici stanno diventando sempre più acuti» ha scritto il leader del Cremlino. «Indubbiamente, questo rende la Lega araba più necessaria che mai. È un meccanismo di dialogo multilaterale che deve coordinare gli sforzi collettivi».

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21 novembre 2019

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