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Soluzione pacifica in Ucraina

· Auspicata dagli Stati Uniti e da quattro Paesi europei ·

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e i leader europei hanno «ribadito il loro appoggio per una soluzione pacifica del conflitto nell’est dell’Ucraina e per l’attuazione dell’accordo di Minsk». 

Lo afferma la Casa Bianca riferendo della conference call di ieri fra Obama e i capi di Stato e di Governo di Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia. I leader occidentali chiedono a «tutte le parti di cessare tutte le azioni militari, cooperare con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa» e sono pronti «ad agire rapidamente e all’unisono per imporre significativi costi ulteriori se gli accordi di Minsk fossero violati o se i separatisti appoggiati dalla Russia cercheranno di guadagnare nuovi territori». I leader occidentali sono dunque uniti sulla crisi in Ucraina alla vigilia della missione che il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, si appresta a fare a Kiev e Mosca. 

Barack Obama, David Cameron, Angela Merkel, François Hollande, Matteo Renzi e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, hanno discusso in videoconferenza oltre un’ora per valutare l’attuazione degli accordi di Minsk, stesso tema al centro della conversazione di lunedì sera tra i presidenti ucraino, russo, francese e il cancelliere tedesco mentre Bruxelles tesseva la tela dei negoziati sul gas. Se l’intesa raggiunta con la mediazione Ue rientra infatti nei punti richiesti da Minsk, secondo una nota di Berlino, a fronte dell’apprezzamento per i «recenti sviluppi positivi» è stata sottolineata l’importanza di «stabilizzare la tregua attuale, rendere verificabile il ritiro delle armi pesanti e rendere possibile l’inizio di un processo politico» oltre a «rafforzare la missione Osce». Anche perché, avverte l’Ue, la posizione sulle sanzioni non cambia: queste restano «strettamente legate» all’attuazione completa degli accordi di Minsk, e in caso di una nuova escalation Ue e Stati Uniti sono «pronti a nuove sanzioni». 

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23 maggio 2019

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