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Resta sulla carta l’aiuto umanitario in Siria

· Le condizioni sul terreno rendono difficile la realizzazione dei progetti già approvati ·

La terza riunione a Roma del gruppo ad alto livello insediato dall’Onu per l’emergenza umanitaria in Siria si è conclusa con l’approvazione di undici interventi immediati per garantire accesso alle aree assediate, demilitarizzare gli ospedali e le scuole, ottenere ulteriori progressi sul fronte dei finanziamenti.

Lo ha detto Valerie Amos, la responsabile dell’Ocha, l’ufficio dell’Onu per il coordinamento degli interventi umanitari. Amos ha peraltro ammesso che al momento l’attuazione di tali interventi resta aleatoria, sottolineando che nella prima sessione della conferenza di pace sulla Siria, la cosiddetta Ginevra 2 conclusasi venerdì scorso, «si è parlato di temi politici, ma non sono stati fatti progressi sul fronte umanitario».

La rappresentante dell’Onu ha espresso particolare delusione per il fatto che non ci siano stati progressi nelle aree assediate. Amos ha ricordato che oggi in Siria ci sono sette milioni di persone che hanno difficoltà ad accedere agli aiuti umanitari, metà delle quali hanno urgente bisogno di soccorsi. Inoltre, circa 250.000 persone sono bloccate in aree di combattimenti. Alla luce di tale situazione, fonti del Governo di Londra hanno comunicato di essere al lavoro per presentare una nuova risoluzione in sede di Consiglio di sicurezza dell’Onu.

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