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Solo la fede vede oltre

· La regalità schernita di Cristo ·

La regalità di Gesù ora non è evidente: può essere solo creduta. Si fatica a trovare gli indizi indubbi della signoria di Gesù di Nazaret. La storia, più che rivelare, nasconde che Gesù sia il re dell’universo. La ragione sta nel fatto che le prerogative di questa regalità sono singolari e tali da confondere la nostra concezione ed esperienza della regalità stessa. Intanto a essere strana è l’origine della signoria di Gesù, che è il suo sacrifico sulla croce. L’umanità con l’universo intero è acquistata a Gesù Cristo quando nel suo sangue, o nel suo amore, è redenta e liberata. Il mondo diventa possesso di Cristo quando egli per il mondo offre se stesso; gli uomini sono sua eredità perché sono termini del suo servizio. Quindi la carità è la genesi della regalità. Siamo agli antipodi di ogni forma di inganno o di violenza, di soddisfazione di volontà di potenza da cui facilmente le forme umane del potere appaiono generate e inquinate.

La solennità di Cristo Re non deve significare una volontà di ridurre il suo regno alle forme e alle dimensioni di questo mondo, con un’ambigua e inefficace teocrazia. Essa ci stimola la riflessione sul senso di Cristo e la storia dell’uomo; più personalmente: sulla presenza e l’azione di Gesù nella nostra vita, nella convinzione che i confini del Regno di Dio sono interiori, passano nell’intimo della nostra anima.  La Chiesa vive di questa contemplazione, stupita e felice, di Cristo Signore. Lo stesso credente riceve da Gesù il criterio per valutare dove c’è il regno di questo mondo e dove invece c’è il regno di Gesù Cristo. C’è il regno di questo mondo dove a decidere e ad agire, non è la Parola di Dio, ma la menzogna e l’arbitrio; dove al posto della donazione della propria vita c’è l’appropriazione di quella del prossimo e invece del servizio c’è il comando come soddisfazione di sé. Non c’è il regno di Cristo là dove non è accolto il capovolgimento, che egli non solo ha predicato ma ha vissuto, del primo che si fa uomo ultimo.  Gesù ha scelto i poveri, ma facendosi povero da ricco che era. E questo è il difficile.

E proprio come ultimo oggi, nel giorno della regalità, il vangelo di Luca presenta Gesù: cioè sulla croce, schernito, che non salva affatto se stesso, e la cui scritta sopra il capo: «Questi è il re dei Giudei» sembra crudele irrisione. Gesù, e quindi anche la sua Chiesa, non trionfano visibilmente in questo mondo: dove appaiono per lo più come sconfitti. Solo la fede sa vedere oltre.

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24 agosto 2019

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