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Sulla strada giusta

· L’episcopato colombiano dopo l’accordo raggiunto all’Avana tra Governo e Farc ·

Soddisfazione per l’accordo raggiunto, speranza per gli obiettivi fissati, ma anche consapevolezza che il cammino verso una piena riconciliazione sarà ancora lungo: queste, in estrema sintesi, le reazioni dell’episcopato colombiano e, più in generale, del mondo ecclesiale alla sospirata intesa ratificata mercoledì a L’Avana — sede dei negoziati — tra Governo e Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc).

«Il Papa — ha dichiarato l’arcivescovo di Villavicencio, Óscar Urbina Ortega, vicepresidente della Conferenza episcopale colombiana — ha detto che la pace deve essere costruita all’interno del sistema giuridico, nazionale e internazionale, quindi entrambe le parti dovrebbero anche prendere in considerazione questa raccomandazione e cercare ciò che tutti i colombiani desiderano, cioè la via della riconciliazione». Dopo aver ricordato che la ricostruzione della pace in Colombia sarà un processo molto lungo, il presule ha esortato a «imparare ad avere fiducia gli uni degli altri, altrimenti non possiamo costruire nulla. La sfiducia è infatti una delle conseguenze più pesanti che ci ha lasciato il conflitto». Monsignor Urbina Ortega ha infine ricordato che la Chiesa sta operando seguendo tre direttive, ovvero il perdono, la riconciliazione, e la pace, ed essa continuerà ad accompagnare in tutte le regioni del Paese le vittime della guerra.

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19 maggio 2019

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