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Solo dodici anni per invertire la rotta

· ​Il monito sul clima alla Cop 24 di Katowice ·

L’astronauta statunitense Mae Jemison (Ap)

«La sfida per arrestare il surriscaldamento del pianeta e limitare l’innalzamento delle temperature sotto gli 1,5-2 gradi centigradi come stabilito nel 2015 a Parigi è sempre più ardua, e il tempo a disposizione sempre più limitato». Il monito viene dal club di Kyoto, un’organizzazione creata nel 1999, con attori impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il protocollo di Kyoto, il cui direttore scientifico Gianni Silvestrini partecipa ai lavori della conferenza sul clima Cop 24 che si svolge a Katowice. «Siamo di fronte a un’accelerazione senza precedenti dei cambiamenti climatici e a rischiare non sono più solamente le generazioni future, ma anche la nostra», ha avvertito Silvestrini, secondo il quale occorre «agire in fretta». Il panel di esperti dell’Onu sui cambiamenti climatici, ricorda l’esperto, afferma che «rimangono solo dodici anni per invertire la rotta: è necessario che in questo lasso di tempo la comunità internazionale riesca a darsi degli obiettivi più ambiziosi e tagliare drasticamente le emissioni climalteranti entro il 2030. Siamo in una fase molto delicata», conclude.

Invitata a partecipare al summit, l’ex astronauta statunitense Mae Jemison ha lanciato anche lei un appello a «una presa di coscienza» sulla minaccia rappresentata dal cambiamento climatico. Pur se la lotta contro il cambiamento climatico è «probabilmente il problema più importante» che l’umanità abbia mai dovuto affrontare, «dobbiamo risolverlo ed è veramente essenziale capire che è il problema di noi tutti», ha poi proseguito la prima astronauta afroamericana a essere andata nello spazio. Un parere condiviso dal capo della stazione spaziale internazionale Alexander Gerst, che ha ricordato in un messaggio indirizzato ai partecipanti che «non abbiamo un pianeta B» a nostra disposizione.

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