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Solo con la fede
più forti della violenza

· ​Il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti chiede a cristiani e musulmani moderati di unirsi ·

«Un vero e proprio tsunami sta per abbattersi sull’Europa, quello dell’esodo dei disperati e perseguitati che fuggono dalla guerra e dalla strategia del terrore organizzata dallo Stato islamico. Per contenere questo flusso — davanti al quale l’Europa non sembra preparata — i cristiani e i musulmani moderati del mondo intero devono unirsi per ristabilire la pace. Solo una coalizione internazionale interreligiosa potrà essere più efficace delle bombe, siamone coscienti». È il grido di allarme lanciato dal patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorios III Laham, intervenuto nei giorni scorsi a una conferenza sulla situazione dei cristiani in Medio oriente organizzata a Lugano, in Svizzera, dall’associazione Chrétiens sans frontières.

Laham ha ricordato la grave situazione creatasi ad Aleppo, a Homs e nel nord-est della Siria dove trentatré villaggi abitati da cristiani di rito aramaico sono stati distrutti: «Molte chiese sono state devastate, anche se noi abbiamo cominciato a ricostruirle. Dall’inizio della guerra civile, ormai cinque anni fa, possiamo dire che solo un miracolo ci tiene in vita, quello della nostra fede straordinaria attraverso questa via crucis». Ma le vittime non sono solo i cristiani del Vicino oriente. Il patriarca ha espresso la sua solidarietà anche ai musulmani moderati che vivono sotto un regime di terrore: «In Medio oriente tutti gli esseri umani sono minacciati, viviamo una specie di terza guerra mondiale e dobbiamo lavorare fianco a fianco per porre fine a una tragedia che può ripercuotersi in tutta Europa e nel mondo intero. La coesistenza fra i popoli è minacciata, come lo sono le prospettive per le generazioni future e l’avvenire di tutta la regione».

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22 ottobre 2019

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