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Soltanto ventiquattro ore

Se la sua passione di collezionista non fosse stata così ardente, la storia culturale del Regno Unito sarebbe stata diversa. E meno prestigiosa. 

Al medico e naturalista britannico Hans Sloane (1660-1753) è dedicata una biografia Collecting the World: The Life an Curiosity of Hans Sloane (Londra, Allen Lane, Penguin Book, 2017, pagine 503, 25 sterline) di prossima uscita in Gran Bretagna — negli Stati Uniti sarà disponibile da luglio — in cui l’autore, James Delbourgo, si cimenta nell’impresa di dare un ordine sistematico alla vulcanica e poliedrica attività di un uomo che, anticipando Baudelaire, si lamentava che una giornata durasse solo 24 ore, un lasso di tempo troppo breve per coltivare adeguatamente tanti interessi. A testimoniare i quali c’è il suggestivo laboratorio di studio da lui creato che, alla sua morte, ospitava 334 volumi di piante essiccate, diecimila esemplari zoologici, 50.000 libri, una congerie di manoscritti, dipinti, disegni, oggetti esotici e di strumenti scientifici.

Primo medico nella storia inglese a essere insignito del titolo nobiliare, Sloane — che nel 1727 succedette a Isaac Newton nella presidenza della Royal Society — redasse un testamento in cui dichiarava di aver realizzato questa eccezionale collezione «per illustrare la gloria di Dio, per confutare l’ateismo e per la diffusione della scienza, il tutto a beneficio dell’umanità». E il poderoso nucleo della sua collezione servì da fondamento per la creazione del British Museum, del National History Museum e della British Library. (gabriele nicolò)

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14 dicembre 2018

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