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Solidarietà vera identità indiana

· A conclusione della plenaria dei vescovi ·

Bangalore, 17. La fede cattolica in India è giunta grazie a grandi santi e apostoli come san Tommaso e san Francesco Saverio, e l’India è quello che è oggi anche grazie al cristianesimo. Oggi la nazione è chiamata a rifiutare un nazionalismo religioso che ha prodotto violenze e atrocità su donne, dalit, minoranze religiose e seguire «un nazionalismo autentico che può condurre la madrepatria a una vera pace, armonia, progresso e prosperità, nel rispetto della dignità e dei diritti di ogni essere umano»: è quanto ha affermato il cardinale Baselios Cleemis Thottunkal, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei siro-malankaresi, a conclusione dell’assemblea generale della Catholic Bishops’ Conference of India (Cbci).

Attraverso un documento diffuso nei giorni scorsi, il porporato sottolinea che i membri della Chiesa amano l’India e gli indiani a imitazione di Gesù: «La Chiesa crede che tutte le persone siano nostri fratelli e sorelle, come Gesù stesso ci ha insegnato. L’emancipazione dei poveri e la promozione della dignità umana sono valori sanciti dalla nostra Costituzione e sono anche tenuti in grande considerazione dalla Chiesa nella sua missione». Avverte il cardinale: «Qualsiasi tentativo di promuovere il nazionalismo basato su una particolare cultura o religione è una posizione pericolosa. Può portare all’uniformità, ma mai a una vera unità. Tali sforzi mal concepiti possono solo condurre la nostra nazione sul sentiero dell’autoannientamento».
Secondo il porporato la ricerca della pace, del progresso e dello sviluppo, soprattutto in un paese come l’India, caratterizzato da una ricca diversità di cultura, lingua, razza e religione, «non potrà mai trovare risposta nel monoculturalismo». Il cardinale si sofferma sul clima di violenza nel paese e nel documento deplora il numero crescente di «atrocità contro le donne, gli omicidi, le rivalità di casta e le violenze collettive, inclusi gli attacchi a istituzioni e comunità cristiane» e ricorda che «il nazionalismo autentico rispetta la dignità umana di ogni cittadino, indipendentemente dalla situazione economico, dalla cultura, religione, regione o lingua».

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25 agosto 2019

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