Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Solidarietà d’équipe

· L’accoglienza dei profughi in Francia a un mese dall’appello di Papa Francesco ·

Cattolici, protestanti, ebrei, musulmani, ma anche collettività locali e istituzioni pubbliche: l’accoglienza dei rifugiati nel dipartimento francese del Var vede coinvolte praticamente tutte le realtà sociali. In prima fila la diocesi di Fréjus-Toulon, guidata dal vescovo Dominique Rey, che ha avuto l’idea di centralizzare le richieste e le proposte di aiuto: a Tolone, nei locali della casa diocesana «Providence», è stata così creata una postazione di coordinamento che supporterà il Piano rifugiati diretto dal sottoprefetto Sabry Hani. 

Si tratta — ha precisato il diacono Gilles Rebêche, animatore del vicariato diocesano alla solidarietà — di una struttura di appoggio e di sostegno in materia di alloggio, sanità, scolarizzazione, alfabetizzazione, inserimento sociale, sostegno spirituale. All’inizio, si legge nel sito in rete del quotidiano «Var-matin», a muoversi erano stati i diversi organismi socio-caritativi della diocesi (Secours catholique, Società San Vincenzo De Paoli, Chrétiens d’Orient, Unione diaconale del Var, i gesuiti di Réseau Welcome, Ccfd-Terre solidaire, Œuvre d’Orient, Opere ospedaliere dell’Ordine di Malta), poi si è deciso di andare al di là, coinvolgendo la Federazione delle opere laiche e l’Unione delle associazioni musulmane: «Perché fare separatamente ciò che si può fare insieme?», commenta Rebêche, che in diocesi si occupa dei più poveri da oltre trentacinque anni.

A giorni la postazione di c oordinamento, gestita da alcuni volontari, dovrebbe essere affiancata da un comitato direttivo che si occuperà di mettere in contatto l’organismo con le molte famiglie, soprattutto siriane, giunte nel Var. Una nuova prova per la diocesi di Fréjus-Toulon, già mobilitatasi alla fine degli anni Novanta per accogliere i rifugiati del Kosovo, nel 2001 con gli occupanti di un’imbarcazione curda arenatasi sulla spiaggia di Saint-Raphaël e, più recentemente, per dare assistenza a un gruppo di bosniaci.

di Giovanni Zavatta

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

26 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE