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Solidarietà del Consiglio ecumenico delle Chiese
alle popolazioni nigeriane

· Messaggio del segretario generale Olav Fykse Tveit ·

Ginevra, 7. Sgomento è stato espresso dal segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, reverendo Olav Fykse Tveit, per i recenti attacchi contro l’Assemblea dei fratelli (Church of the Brethren) in Nigeria, comunità membro del World Council of Churches (Wcc), contro il Kulp Bible College e altre chiese cristiane. Gli attacchi, avvenuti la settimana scorsa nel Paese africano, sono legati, secondo i media, all’organizzazione terroristica jihadista Boko Haram, che da tempo imperversa in alcuni stati del nord della Nigeria.

«Vogliamo offrire il nostro sostegno e la nostra solidarietà — ha dichiarato in una nota il reverendo Fykse Tveit — a tutto il popolo della Nigeria e al suo Governo. È di vitale importanza che le autorità prendano misure immediate e proattive volte a proteggere la popolazione e lavorino in modo strategico per difenderla contro tali attacchi, oltre a supportare in modo pratico coloro che hanno recentemente sperimentato in prima persona queste atrocità».

Intanto i vescovi cattolici e i fedeli delle cinquantacinque tra arcidiocesi, diocesi e vicariati apostolici della Nigeria sono stati invitati a una veglia di preghiera nazionale che si terrà presso il Centro ecumenico di Abuja dalla sera di giovedì 13 novembre all’alba di venerdì 14. La veglia — riferisce l’agenzia Fides — fa parte della campagna nazionale di preghiera indetta a giugno dai vescovi nigeriani per riportare la pace nel Paese, messa a dura prova delle violenze di Boko Haram. Le intenzioni di preghiera suggerite da monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana, sono le seguenti: «Per il rilascio delle persone rapite in Nigeria e il loro ritorno a casa; per le persone che soffrono a causa delle violenze; per gli agenti delle forze di sicurezza che hanno perso la vita o sono rimasti feriti o mutilati, per servire la nazione; per sradicare la corruzione e promuovere la giustizia; per l’affermazione dei valori familiari, dell’istituzione familiare e per la protezione della vita».

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