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Solidarietà
per dare fiducia al futuro

· Il presidente Mattarella sull’Italia che aiuta ·

«C’è una cosa in più che è tutta merito nostro e che apprezzo continuamente: è la capacità di tanti, tantissimi italiani, di aiutare quelli che sono in difficoltà, di esprimere solidarietà, di aiutarsi vicendevolmente». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale alcuni studenti delle scuole primarie.

Un riconoscimento autorevole che nasce dall’esperienza diretta. «Lo registro spesso andando in giro per l’Italia. Io — ha infatti aggiunto Mattarella rispondendo a una domanda su quali sono le cose positive del paese — giro molto nel nostro paese, nelle sue città e nei suoi territori; ricevo al Quirinale molte persone, capi di stato stranieri e nostri concittadini, e constato che c’è una grande quantità del tessuto umano, donne e uomini, che si impegna per gli interessi collettivi, per il bene comune, aiutando soprattutto chi è più debole e ha più difficoltà. Questi grandi contributi di solidarietà sono la cosa più importante che vedo e che mi dà grande fiducia per il futuro del nostro Paese, perché è quello che lo fa andare avanti».

Concetti, questi, usati dal presidente anche nel saluto inviato al Papa al rientro dalla Gmg. «Il profondo messaggio di fiducia che ha portato ai giovani riuniti a Panama per la giornata loro dedicata — ha scritto Mattarella — li spronerà a plasmare il proprio futuro con senso di responsabilità, altruistico impegno e intelligente apertura all’incontro con il prossimo».

Solidarietà e fiducia, dunque, sono due parole che il capo dello stato non si stanca di ripetere — lo aveva fatto anche nel tradizionale discorso di fine anno — e che rivolge soprattutto ai giovani. Perché la solidarietà genera fiducia nell’altro e la fiducia è l’antidoto più forte contro la paura. Quella paura che porta a ripiegarsi su se stessi, a guardare solo al proprio interesse particolare. Quella paura che finisce con l’autoalimentarsi, si moltiplica e spinge a innalzare muri, reali e mentali. Muri che alla fine imprigionano soprattutto chi li costruisce, chiudendo alla novità dell’incontro. L’incontro con l’altro: l’unico modo per scoprire che non è poi così diverso da noi.

In un momento in cui si ha l’impressione che davvero si cerchi di far leva sulla paura della gente per giustificare alcune scelte politiche, un costante richiamo al valore della solidarietà — una solidarietà capace di restituire fiducia alla società — non è un mero esercizio di buoni sentimenti, ma un’indicazione precisa per non perdere la bussola.

di Gaetano Vallini

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12 dicembre 2019

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