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Solidarietà contro il terrorismo

· Dopo l’attentato di capodanno in Turchia ·

Solidarietà e determinazione nel combattere insieme la piaga del terrorismo. È questa la reazione internazionale dopo l’attentato che ha colpito Istanbul la notte di capodanno provocando 39 morti e oltre una settantina di feriti. «Stanno cercando di creare caos, demoralizzare il nostro popolo, destabilizzare il nostro Paese con attacchi abominevoli che prendono di mira i civili. Manterremo il sangue freddo come nazione — ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan — e resteremo più uniti che mai e non cederemo mai a questi sporchi giochi».

Funerali  di una delle vittime (Afp)

Dal canto suo, il premier turco, Binali Yildrim, ha affermato che «il terrorismo non ci può spaventare. Spaventeremo e metteremo in fuga il terrorismo». «Non ci sono problemi che non siamo in grado di superare», ha aggiunto il capo del governo di Ankara. «La cosa più importante, la migliore garanzia per noi, è lo spirito di solidarietà di cui la nostra nazione sta dando prova di fronte a tutti questi attacchi».

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha inviato un messaggio al presidente Erdoğan. «Difficile immaginare un crimine più cinico di quello che consiste nell’uccidere innocenti durante le celebrazioni per l’anno nuovo». Anche la Casa Bianca ha condannato quello che ha definito un «attacco terroristico orribile» a Istanbul e ha offerto l’aiuto degli Stati Uniti alla Turchia. Ferma condanna del massacro anche da parte del cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ha inviato un messaggio a Erdoğan. Anche il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), Olav Fykse Tveit, ha condannato gli attacchi: «questo è un atto diabolico. Questo attacco è particolarmente scioccante perché sembra che abbia avuto l’intenzione deliberata di colpire persone che stavano festeggiando il nuovo anno». Dal canto suo, l’arcivescovo amministratore apostolico del patriarcato di Gerusalemme dei latini, Pierbattista Pizzaballa, ha detto che «nel buio di questo mondo violento, il cristiano è chiamato a testimoniare nella vita ordinaria il suo essere figlio della luce».

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08 dicembre 2019

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