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Solidarietà al Kerala

· Appello del Papa per le popolazioni colpite dalle alluvioni ·

Il Papa ha invocato la «solidarietà» e il «concreto sostegno della comunità internazionale» per il Kerala colpito dalle devastanti alluvioni di questi giorni. Al termine dell’Angelus di domenica 19 agosto il Pontefice ha rivolto il pensiero alle popolazioni dello stato nel sud dell’India, assicurando la sua vicinanza alla Chiesa locale «che è in prima linea per portare soccorso» agli sfollati e ha invitato i fedeli presenti in piazza San Pietro a unirsi alla sua preghiera «per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate da questa grande calamità».

Anche se il dipartimento meteorologico indiano ha tolto la massima allerta, la situazione nei distretti colpiti rimane molto difficile. Nelle ultime ore è aumentato a oltre 350 il numero delle vittime, ha reso noto un funzionario dell’unità statale per la gestione dei disastri. Molte zone sono ancora allagate, con migliaia di persone isolate, bloccate in casa e spesso costrette a salire sui tetti per ripararsi da acqua e fango. Lo riferisce la Bbc, mentre sono oltre 223.000 gli abitanti costretti ad abbandonare le proprie abitazioni per trovare rifugio nei campi allestiti per fronteggiare l’emergenza.

Secondo fonti ufficiali, i soccorsi, in particolare, sono concentrati sulla città di Chengannur, dove all’appello mancano decine di persone e oltre 5000 sono ancora bloccate. In alcune aree, gli elicotteri sono l’unica opzione per fornire soccorso. Le piogge monsoniche si sono abbattute con inaudita violenza soprattutto sulla parte settentrionale e centrale del Kerala, una delle mete preferite del turismo indiano. L’aeroporto internazionale di Kochin, uno dei più trafficati dell’India, è fermo da giorni a causa delle piste sommerse dall’acqua. Tutti i voli, nazionali e internazionali, sono stati cancellati fino al 26 agosto. Molte zone della capitale commerciale del Kerala, Kochi, sono sommerse: ferme anche le ferrovie e la metropolitana. Il governo locale ha lanciato appelli alla popolazione a non ignorare gli ordini di sgombero.

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20 settembre 2019

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