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​Solidarietà ai tre angoli
del mondo

· Da Verona ad Antananarivo via Buenos Aires ·

Il sorriso gentile della dottoressa Zoly accoglie i pazienti in attesa di fronte al piccolo ambulatorio. Nel frattempo, nell’area mensa, neonati e bambini a rischio malnutrizione ricevono un supporto alimentare intensivo. Più tardi, mentre tre ragazze distribuiscono riso e animano un momento di preghiera per gli anziani giunti dai villaggi circostanti, alcune mamme raggiungono la cucina in cui prepareranno il pranzo ai bambini e ai ragazzi che arriveranno dopo la scuola. 

È una mattina qualunque alla missione delle Hermanas Pobres Bonaerenses de San José, nel villaggio di Ambohitrimanjaka, in Madagascar, poco distante dalla capitale Antananarivo. Da oltre due decenni alcune suore cercano di rispondere ai bisogni fondamentali degli abitanti di questa zona periferica, in cui i servizi pubblici sono carenti o inesistenti. Secondo il carisma specifico della congregazione, gli interventi sono diretti alla promozione umana in area alimentare, educativa e sanitaria, oltre che all'evangelizzazione.
Dal 1998, inoltre, un filo rosso di solidarietà lega l’Italia, in particolare una zona della provincia di Verona, a questa realtà, grazie all’associazione Progetto Salomè che da vent’anni assicura un sostegno concreto e continuo alla missione. Grazie agli aiuti ricevuti, è stato possibile allestire un ambulatorio medico e uno dentistico, e una mensa che serve a circa 200 bambini il pasto principale della giornata, nonché in molti casi l’unico; si garantisce un supporto nutrizionale quotidiano a bambini e neonati a rischio malnutrizione, e aiuti agli anziani che non hanno fonti di sostentamento.
Negli anni, sono state avviate diverse scuole nei dintorni ed è stata offerta la possibilità di studiare a molti bambini e ragazzi che non avrebbero altrimenti potuto permetterselo, non solo per i cicli educativi di base, ma anche, in alcuni casi, per i gradi d’istruzione superiore. È questo, per esempio, il percorso seguito dalla dottoressa Zoly, che fin da bambina partecipava alle attività della missione. Dopo aver conseguito la laurea in medicina ha scelto di continuare il suo impegno nel progetto a fianco delle persone che l’hanno sostenuta nella sua formazione umana e professionale.

di Arianna Salan

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13 dicembre 2019

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