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​Solidali con i poveri

· ​Il prefetto di Propaganda fide in Guinea Equatoriale ·

ricerca di benessere per se stessi è un pericolo dal quale il clero deve guardarsi. Anzi è una vera «contro-testimonianza» darsi «al business, agli affari, alla ricerca di alcuni interessi materialistici». È l’avvertimento rivolto dal cardinale Fernando Filoni, ai preti e ai consacrati della Guinea Equatoriale. In visita pastorale nel Paese africano, il prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli si è recato oggi, martedì 23 ad Oyala, nuova capitale amministrativa, e al monastero delle visitandine di Nkué, per poi rientrare a Mongomo, base dei suoi spostamenti.

Il vescovo della nuova diocesi  di Evinayong

Qui, nel pomeriggio di lunedì 22, aveva incontrato i preti e i religiosi della nuova diocesi, sottolineando come la povertà evangelica faccia superare ogni egoismo, e insegni a confidare nella Provvidenza di Dio. «La vera povertà — ha detto — ci insegna a essere solidali con il nostro popolo e a saper condividere con carità. Essa si esprime anche in una sobrietà di vita, e ci mette in guardia dagli idoli materiali che offuscano il senso autentico della vita». Da qui, l’invito a vivere fedelmente e con gioia l’identità sacerdotale e religiosa per l’annuncio del Vangelo, il servizio dei sacramenti, e il sostegno delle comunità cristiane «in un attaccamento senza interesse alla Chiesa». Il grido di san Paolo «Guai a me se non predicassi il Vangelo!» — ha aggiunto — «non mobiliterà mai abbastanza le energie fisiche, intellettuali e spirituali di un sacerdote e di una persona consacrata». Al pari di Gesù obbediente, i sacerdoti e le persone consacrate sono chiamati «a portare la gioia del Vangelo a quanti desiderano ascoltare e compiere la volontà di Dio, nell’obbedienza a Dio». La quale però «passa anche attraverso le mediazioni umane». Infatti, la volontà di Dio viene autenticata dalla Chiesa. Da qui l’invito a obbedire al vescovo come fosse il padre. «L’obbedienza — ha detto — è una vita nella logica del Vangelo». Il cardinale Filoni ha poi sottolineato come «l’esercizio dell’autorità è il servizio: non dobbiamo mai dimenticare come vescovi, parroci o superiori di comunità, che il vero potere, a qualunque livello, è il servizio, che ha il suo vertice luminoso sulla Croce». Per questo, non si deve essere «autoritari, ma padri autorevoli». Infine per quanto riguarda la scelta del celibato, il porporato ha fatto notare come «deve essere considerata nel contesto dell’ordinazione sacra». 

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26 giugno 2019

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