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​Soli ma insieme

· ​Monachesimo come vocazione all’unità e alla comunione ·

La vocazione del monachesimo all’unificazione della persona — sul piano umano, affettivo, psicologico, spirituale — è anche una vocazione all’unità; la solitudine è uno strumento per vivere l’intimità con Dio e aprirsi alla comunione con tutto e con tutti. Il “dialogo dell’amore” tra la Chiesa di Roma e le Chiese ortodosse, dopo il concilio Vaticano II, ha potuto trovare nel monachesimo, quando non si arrocca nell’intransigente difesa dell’identità confessionale, un’inesauribile risorsa di comunione nella preghiera, nella ricerca di Dio, nella vita comune tra fratelli. 

In Italia, la crescente immigrazione di cristiani ortodossi dall’Europa orientale e di cristiani copti dall’Egitto, accanto alla storica presenza delle comunità greche, ha favorito negli ultimi decenni la nascita di piccole esperienze monastiche nella diaspora, che in qualche caso si propongono di riallacciare la tradizione del monachesimo bizantino nell’Italia meridionale. Il fenomeno ha rilevanza non solo all’interno dei confini confessionali, ma anche per il possibile irradiamento spirituale tra le Chiese in dialogo.
La Regola di san Benedetto rimanda espressamente il suo lettore ai «santi padri», in cui non è difficile scorgere gli iniziatori del movimento monastico in Oriente e nel deserto egiziano. Fino a Benedetto, il monachesimo occidentale era poco più che un riflesso di quello orientale, che rimaneva il modello e l’ideale. La nozione stessa di regola monastica, specie in Occidente, solo verso la fine del primo millennio assume il significato prevalente di «insieme di norme» che definiscono la «vita monastica». All’epoca di Benedetto, la «regola di vita» per il monaco era il Vangelo, accanto al quale stavano le parole e i consigli degli anziani, le testimonianze dei santi e dei martiri, autentiche sequentiae sancti Evangelii, parole del Vangelo realizzate nella vita. I testi normativi monastici non pretendevano di sostituirsi alla vita vissuta, alla trasmissione dell’insegnamento spirituale da maestro a discepolo, che manteneva il primato.

di Adalberto Mainardi

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22 agosto 2019

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