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​Soldati e cavalli nella prima guerra mondiale

Alfred Munnings, «Charge of Flowerdew’s Squadron» (1918)

Si era proposto come volontario per combattere tra le file dell’esercito britannico durante la prima guerra mondiale, ma venne giudicato non idoneo. La guerra Alfred Munnings l’avrebbe dovuta quindi seguire dietro una scrivania, sbrigando la corrispondenza e operando un’oculata selezione tra carte sensibili e scartoffie da cestinare. Ma Munnings — che già da giovanissimo aveva dato prova del suo bel talento come pittore — non si diede per vinto e cominciò a realizzare tele raffiguranti scene di battaglie in cui il ruolo da protagonista viene svolto non solo dai soldati, ma anche dal suo soggetto preferito, il cavallo. Ora questi quadri, quarantuno, vengono esposti per la seconda volta tutti insieme in occasione della mostra intitolata Alfred Munnings: War Artist, 1918 al National Army Museum di Londra. La prima esposizione dell’intera collezione delle sue tele dedicate alla prima guerra mondiale — alla Royal Academy of Art — risale addirittura al 1919, ovvero subito la fine del conflitto. Da allora le mostre allestite in suo onore avevano presentato solo una parte della collezione. Nell’ultima fase della guerra Munnings riuscì a inserirsi, sempre con mansioni impiegatizie, nel Canadian Expeditionary Force, sul fronte occidentale. Tale contesto gli offrì l’opportunità di vedere da vicino scene di combattimento poi trasferite sulla tele, caratterizzate in particolare dalle travolgenti cariche compiute dai reparti di cavalleria e fanteria. Citata dal «Guardian», Emma Mawdsley, direttrice delle collezioni conservate al National Army Museum, sottolinea l’importanza di questa “personale” di Munnings, perché serve a richiamare sia un avvenimento fondamentale della storia contemporanea, sia il valore di un artista considerato uno dei massimi disegnatori di cavalli — soggetto caro anche ad altri pittori eccellenti — del ventesimo secolo.

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22 agosto 2019

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