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Sola contro il Talidomide

Tra il 1957 e il 1962 si assisté a un drammatico aumento su scala internazionale di gravi malformazioni neonatali, delle quali la focomelia (riduzione più o meno estesa delle ossa lunghe, fino alla totale assenza) ha rappresentato il fenomeno più frequente.

La causa di questo disastro va ricondotta al Talidomide, un farmaco anticonvulsivo con proprietà sedative, usato come antiepilettico, consigliato in gravidanza per combattere le nausee mattutine e ritenuto talmente sicuro ed efficace da meritare l’appellativo “miracoloso” (wonder drug).

Il Talidomide era stato prodotto in Germania nel 1954 e commercializzato dal 1957 in più di quaranta paesi, tra i quali molti paesi europei (Italia inclusa), l’Africa, il Canada e l’Australia.

Sulla base dei test di laboratorio effettuati su animali da esperimento dall’azienda farmaceutica produttrice, la Chemie Grünenthal, il farmaco non risultava letale a nessuna delle dosi utilizzate e per questo fu lanciato sul mercato come l’alternativa sicura ai barbiturici, che invece era noto fossero letali per sovradosaggio. Per un amaro paradosso, in Inghilterra la pubblicità per la stampa medica del Distaval (nome commerciale del Talidomide) mostrava un bel bambino con in mano una bottiglia del farmaco insieme allo slogan «la vita di questo bambino può dipendere dalla sicurezza del Distaval» (this child’s life may depend on the safety of Distaval).

Occorsero cinque anni e ci vollero circa 20.000 casi di eventi avversi (aborti, nati morti, malformazioni) prima che fosse dimostrata la teratogenicità del Talidomide, ovvero la sua capacità di indurre malformazioni nel feto qualora la madre fosse stata esposta al farmaco durante il primo trimestre di gravidanza.

La storia del Talidomide è una delle più infauste della moderna farmacologia e non a caso si intreccia con la nascita delle moderne regolamentazioni in ambito di sicurezza dei farmaci. Si stima che in tutto il mondo tra 8.000 e 12.000 bambini siano nati con anormalità associate al Talidomide e di questi solo circa 5000 siano sopravvissuti oltre l’età infantile.

Negli Stati Uniti, tuttavia, la tragedia del Talidomide fu evitata grazie alla professionalità e all’integrità morale di una donna, la farmacologa e medico Frances Oldham Kelsey.

Frances Oldham era nata nel 1914 in Canada e aveva conseguito la laurea di primo livello in Farmacologia a Montreal nel 1934 per poi essere ammessa al dottorato alla McGill University di Chicago, presso il dipartimento di Farmacologia diretto dal dottor Eugene Geiling.

In un’intervista del 2001, la stessa Frances Oldham Kelsey raccontò un curioso equivoco che a suo parere aveva potuto favorire la sua candidatura al PhD: il dottor Geiling, probabilmente tratto in inganno dal nome Frances, omofonico del maschile Francis, aveva pensato che si trattasse di un uomo e le aveva comunicato la sua determinazione a offrirle una borsa di studio con una lettera indirizzata a Mr. Oldham. A quei tempi, il mondo scientifico non guardava con favore la presenza di donne nei laboratori e, con molto humor, Frances Oldham Kelsey aveva commentato nell’intervista che le era sempre rimasto il dubbio se avrebbe mai ottenuto il dottorato nel caso il suo nome fosse stato Elizabeth o Mary Jane.

Dopo il conseguimento del dottorato nel 1938, Frances continuò a collaborare con la McGill University e nel 1950 si laureò anche in medicina. Nel frattempo aveva sposato il collega Fremont Ellis Kelsey e aveva avuto due figli.

Fu per seguire suo marito, il quale aveva ricevuto un incarico all’nih di Washington d.c., che Frances Oldham Kelsey approdò alla Food and Drug Administration (fda), l’ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dove rimase fino al 2005.

Nel settembre 1960, la dottoressa Kelsey era stata appena assunta alla fda quando, come primo incarico, considerato facile e perciò adatto a un impiegato ancora inesperto di procedure burocratiche, le venne assegnato il compito di esaminare la richiesta inoltrata dalla compagnia farmaceutica Richardson-Merrell per l’autorizzazione al commercio di un nuovo farmaco, il Kevadon, nome chimico Talidomide. La presenza del farmaco nel mercato mondiale e le ottime credenziali deponevano per una rapida approvazione.

La risposta della Kelsey non si fece attendere e si trattava di un rifiuto, motivato dall’incompletezza dei dati sperimentali e clinici a supporto della richiesta e dalla carenza di indicazione di effetti collaterali.

In particolare, Frances Oldham Kelsey sollecitava maggiori evidenze cliniche circa la sicurezza del farmaco, dati sulla tossicità a lungo termine e, visto l’uso in gravidanza, uno studio degli effetti sul feto.

A questo primo diniego seguirono 18 mesi di contenzioso, durante i quali la Richardson-Merrell inoltrò ulteriori sei richieste e si adoperò con ogni mezzo per forzare l’approvazione del farmaco, mentre la Kelsey, nonostante le pressioni, non retrocesse e continuò a chiedere studi più approfonditi a supporto della sua sicurezza.

Il fitto carteggio tra le due parti dimostra come la compagnia rispondesse alle richieste della Kelsey fornendo dati che venivano regolarmente ritenuti insufficienti.

In tutto questo periodo i funzionari della Merrell la accusarono pubblicamente di pedanteria e incompetenza, mentre in privato, come dichiarò la Kelsey a un reporter di «Life Magazine», le lanciavano ingiurie «che non potrebbero essere pubblicate dalla rivista».

Il presidente John Kennedy consegna il premio della presidenza degli Stati Uniti per il servizio civile federale (1962)

Nel frattempo, la comunità medica mondiale iniziava a interrogarsi sull’incremento nelle nascite di bambini con gravi malformazioni, in particolare quella di neonati affetti dalla, fino ad allora rara, condizione della focomelia. Ma solo nel novembre 1961, tuttavia, un pediatra tedesco dimostrò che il 50 per cento delle madri con bambini malformati aveva assunto il Talidomide nel primo trimestre di gravidanza. Il farmaco venne, poi, progressivamente ritirato dal mercato nei vari paesi in cui era regolarmente in commercio, e nel marzo 1962 la Richardson-Merrell annullò (quasi di nascosto) la propria richiesta di commercializzarlo anche negli Stati Uniti.

Nei pochi anni in cui il Talidomide è stato sul mercato mondiale, ha causato la nascita di migliaia di bambini con deformità; negli Stati Uniti, invece, grazie a Frances Oldham Kelsey, sono stati documentati solo 17 casi di bambini con deformità associate alla Talidomide, tutti colpiti durante i trials clinici precedenti alla sua approvazione. Durante questo periodo, la Richardson-Merrell aveva infatti distribuito più di 2,5 milioni di pastiglie di Talidomide a più di mille dottori che le avevano poi fornite a circa 20.000 pazienti, diverse centinaia dei quali erano donne gravide.

Questi numeri bastano a rendere palese l’estensione della tragedia sfiorata ed evitata grazie a Frances Oldham Kelsey, la quale nel 1962 ricevette dal presidente John F. Kennedy il Premio del presidente per eminente servizio civile federale (President’s Award for Distinguished Federal Civilian Service). Nella lunga vita di FOK — queso l’acronimodi Frances, che morirà a 101 anni nel 2015 — questo fu certamente un momento di svolta. Da donna fortemente impegnata e competente nel lavoro, apprezzata dai suoi superiori ma dietro le quinte, impacciata e timida in pubblico, divenne, grazie alle parole del presidente Kennedy, un’icona di professionalità per tutti i medici. Nello stesso anno, un Gallup Poll la designava come una delle 12 donne più ammirate del mondo e nel 2000 fu inserita nella National Women’s Hall of Fame. La Kelsey ha lavorato per la fda fino all’età di 90 anni e ha rappresentato per l’Agenzia la personificazione di ciò che essa vuole essere per la protezione per il cittadino.

La vicenda professionale e umana di Frances Oldham Kelsey, ora sfortunatamente ricordata da pochi, ha un fascino particolare, quello dell’intelligenza orientata al bene, che non si lascia sviare dai pregiudizi o appiattire dalla routine, né attrarre dal tornaconto personale.

di Mariella Balduzzi

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12 dicembre 2018

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