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Sognatori di una nuova umanità

· Papa Francesco conclude a Cracovia la gmg dando appuntamento nel 2019 a Panamá ·

E ai giornalisti durante il volo di ritorno ricorda che non è giusto identificare l’islam con la violenza

«Sognatori di una nuova umanità»: li vuole così Papa Francesco i giovani di oggi. Con due milioni di loro il Pontefice ha celebrato la messa con cui domenica 31 luglio ha concluso a Cracovia la trentunesima giornata mondiale della gioventù. E li ha incoraggiati usando il loro stesso linguaggio semplice e diretto, spesso attinto dai social network.

«Potranno giudicarvi — ha detto tra l’altro — perché credete in una nuova umanità, che non accetta l’odio tra i popoli, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti». Ma, ha raccomandato, «non scoraggiatevi: col vostro sorriso e con le vostre braccia aperte voi predicate speranza e siete una benedizione per l’unica famiglia umana, che così bene rappresentate».

Un tema, questo, affrontato anche la sera precedente durante la veglia di preghiera sull’immensa spianata del Campus misericordiae alla periferia della città polacca. Un appuntamento segnato dalla toccante testimonianza di una giovane siriana di Aleppo. Dopo averla ascoltata, Francesco ha invitato tutti in modo particolare «a pregare insieme a motivo della sofferenza di tante vittime della guerra, di questa guerra che c’è oggi nel mondo, affinché una volta per tutte possiamo capire che niente giustifica il sangue di un fratello, che niente è più prezioso della persona che abbiamo accanto».

Nella serata di domenica il rientro in Vaticano. E nella tradizionale conferenza stampa in aereo, confidando le emozioni vissute durante il viaggio, il Papa ha raccontato di aver trovato a Cracovia «una Polonia speciale, — ha detto — perché era una Polonia “invasa” ancora una volta, ma questa volta dai giovani! La gente polacca è tanto entusiasta. È una bontà, una nobiltà».

Tra gli argomenti affrontati dal Pontefice nelle risposte alle domande dei giornalisti, alcuni di attualità internazionale: in particolare il fondamentalismo e il terrorismo — con la esplicita affermazione che non è giusto identificare l’islam con la violenza — e la situazione in Turchia e in Venezuela.Quanto ai giovani, Francesco confessato apertamente: «A me piace parlare con i giovani. E mi piace ascoltare i giovani. Sempre mi mettono in difficoltà, perché mi dicono cose alle quali io non ho pensato o che ho pensato a metà. I giovani inquieti, i giovani creativi. Da lì prendo quel linguaggio».

In conclusione Francesco ha rivolto in spagnolo un saluto agli abitanti di Panamá. Come annunciato all’Angelus al termine dellamessa domenicale a Cracovia, infatti, il prossimo raduno mondiale della gmg si terrà nel 2019 nello stato centramericano.

Il discorso durante la veglia 

L’omelia della messa conclusiva della gmg 

L’Angelus 

Il discorso ai volontari

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27 maggio 2019

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