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Socrate in Lega Pro

· Dalla squadra di calcio del Castel Rigone una lezione di sport ·

«Nel giorno della presentazione del Torneo della Legalità “Don Peppe Diana”, ho ricevuto dal presidente dell’Aversa Normanna, Giovanni Spezzaferri, la foto dello spogliatoio dello stadio Comunale Bisceglia scattata dopo la partita con il Castel Rigone. È quella di come lo hanno lasciato i calciatori ospiti che, piccolo particolare, avevano perso 4-1. Mi chiedo:  un’immagine così potrà mai conquistare la prima pagina dei giornali sportivi e non? Dei servizi tv? Delle homepage delle testate online?».

Infatti non le ha conquistate. La foto di cui parla il comunicato del direttore generale della Lega Pro di calcio, Francesco Ghirelli, mostra semplicemente uno spogliatoio pulito, quasi lucido. Tutto qui? viene da chiedersi. Non proprio, perché il Castel Rigone — squadra di un piccolo centro umbro, Passignano sul Trasimeno, che milita nella seconda divisione della Lega Pro — ha fatto dell’etica nel comportamento uno stile, dentro e fuori dal campo. Il presidente e fondatore della società, l’imprenditore Brunello Cucinelli, su questo ha le idee chiare. E non a caso ha voluto uno stadio senza barriere tra pubblico e calciatori, dove peraltro non si insulta e non si inveisce contro nessuno.

Lasciare pulito lo spogliatoio dopo una partita in trasferta, rimettendo tutto in ordine, è quindi solo una delle norme in auge. Un’altra prevede che, in casa, alla squadra avversaria vengano sempre offerti frutta fresca e un dolce. Questo fuori dal campo. In campo è vietato esultare in modo eccessivo per non mancare di rispetto all’avversario che ha appena subito un gol; non sono ammesse simulazioni né proteste verso la terna arbitrale.

A proposito del vivaio, si punta molto sull’educazione. Ma non solo dei giovani atleti. Da quest’anno, infatti, se un papà in tribuna esagera, il figlio viene messo fuori rosa. Sembra che la cosa funzioni.

Insomma qui si guarda soprattutto alle persone. Prima dell’inizio del campionato il presidente ha  fatto richiesta di giocare, per quanto possibile, di sabato, nella convinzione che la domenica sia un giorno da dedicare alla famiglia.

In un tale contesto, e per quanto possa sembrare inconsueto, non ci si stupisce se in un comunicato della società sul cambio di allenatore, a quanto pare scritto direttamente dal presidente, si legge che «il fine di tutto non può essere solo la vittoria; e comunque al di sopra di tutto deve esserci: lealtà, franchezza, rispetto, verità». E che lo stesso termini citando addirittura Socrate: «È dovere di chi parla dire sempre la verità».

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09 dicembre 2019

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