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Soccorsi a rohingya e bengalesi

· La Malesia invia la flotta alla ricerca dei barconi alla deriva nel mare delle Andamane ·

Sembrano finalmente avviati gli interventi di soccorso ai profughi e migranti — della minoranza rohingya in fuga dalle persecuzioni del Myanmar e bengalesi in fuga dalla fame nel Bangladesh — intrappolati su barconi alla deriva nel mare delle Andamane.

Il primo ministro malese, Najib Razak, che insieme al Governo indonesiano si era già detto pronto ad accoglierli, ha annunciato ieri sera l’ordine alla Marina di condurre missioni di ricerca e aiuto. Poche ore prima, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), pur plaudendo alla disponibilità finalmente dichiarata da Malesi e Indonesia ad accogliere queste persone, aveva denunciato proprio la mancanza di un’intesa sulle operazioni di ricerca e soccorso. Secondo l’Oim e le agenzie dell’Onu, almeno seimila persone «sono in grave pericolo e rischiano di perdere la vita». Nelle ultime tre settimane oltre tremila persone hanno raggiunto le coste della Malaysia, dell’Indonesia e della Thailandia su barconi strapieni. Le loro testimonianze sono drammatiche. Sulla vicenda dei rohingya è intervenuto ieri anche il Parlamento europeo, approvando una risoluzione per chiedere di fermare sia la persecuzione di questa minoranza musulmana nel Myanmar, sia i trafficanti di esseri umani in Thailandia, dove al sud sono state scoperte fosse comuni proprio di rohingya che si erano affidati a loro.

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22 marzo 2019

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